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Matera 2015, veleni e colpi bassi
Si infiammano i toni della campagna elettorale

Basilicata

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MATERA - Anche se Raffaello De Ruggieri dovesse affrontare il ballottaggio, la sua vittoria finale sarebbe certa. Ne è convinto Renato Schifani, capogruppo di Ncd al Senato, ieri a Matera nella sede di matera Popolare, per sostenere la corsa a sindaco dell’avvocato materano. Con lui c’è anche Guido Viceconte che lo seguirà in tutti gli appuntamenti del pomeriggio.
Travestitismo come fenomeno passeggero? «C’è sempre stato - spiega prima di affrontare i temi locali - perchè il parlamentare eletto senza vincolo di mandato può sempre decidere di cambiar pelle. Poi spetta ai cittadini dare un giudizio estremo.
Sono atteggiamenti di singoli fini a se’ stessi.
Altro sono le scelte politiche come la nostra: eletti nel centrodestra siamo rimasti qui, dove ci aveva portato Berlusconi a votare con la sinistra nell’interesse del Paese.
Lui purtroppo ha cambiato idea; un Pdl di cui ero presidente al Senato e viaggiava sul 28% oggi naviga al 10% con un centrodestra disastrato su cui occorrerà lavorare molto per isolare gli estremismi della lega, unendo tutti nella casa comune dei moderati».
Matera verso il 2019.
Cosa gli manca? «Un buon sindaco che gli daremo al più presto e una stretta sinergia con il nostro progetto che ci porterà a governare il Paese.
Mentre in Campania l’ambiente è incandescente, a Matera non è così.
Il presidente De Luca che è un condannato in primo grado e si candida nonostante tutto, sta facendo una cosa molto rischiosa. Nelle liste ha messo tutto e il contrario di tutto.
Per quanto ci riguarda, sostenendo Caldoro siamo stati leali e compatti verso chi ha ben amministrato. L’eterogeneità delle sue liste, lo stanno colpendo».
«Il centrodestra quando si presenta compatto, vince - ha aggiunto, chiarendo - Salvini?
Non è centrodestra, è destra estrema, populismo, antisistema, antistato e demagogia.
Non farà mai parte di un progetto in cui Area popolare sarà protagonista. L’apporto dei moderati sarà fondamentale, peschiamo molto nel Mezzogiorno, il fatto che la Lega non ci sia, rafforza la nostra politica; daremo un’ulteriore spinta al progetto di valorizzazione del Mezzogiorno.
Parlo da uomo del sud che è contro l’Italia a due velocità».
Ancora più ottimista si dimostra qualche attimo dopo, il coordinatore regionale di Ncd, Vincenzo Taddei, convinto che Raffaello De Ruggieri (che più volte nel corso del suo intervento chiamerà sindaco) vincerà al primo turno. Ammette poi che la campagna elettorale si sta riscaldando e ricorda che uno dei temi forti del confronto, Matera 2019, di fatto è «La storia di Raffaello De Ruggieri.
Per noi è un punto di partenza».
Le liste? «Sono una prova sul campo dell’area moderata di Basilicata».
Ad alzare i toni ci pensa Franco Mollica: «De Ruggieri ha subìto attacchi violenti dalle istituzioni dello Stato - esordisce riferendosi alla querelle con la Soprintendente Marta Ragozzino - Abbiamo dovuto parare i colpi di chi parteggia in modo palese per altri candidati. Dietro a questa vicenda - prosegue - ci sono interessi e progetti futuri.
Si tratta di segnali di nervosismo da parte di chi si sente franare il terreno sotto i piedi.
In questa fase - aggiunge - è il momento di allargare la nuova area politica e noi lo facciamo a Matera sostenendo questo candidato».
Alla competizione difficile fa riferimento anche il consigliere comunale Silvana Bianculli che aggiunge: «Sentiamo la responsabilità in questo momento di svolta per la città, in cui in gioco c’è il cambiamento».
Quando prende la parola il candidato sindaco, lo fa per ricordare: «Siamo qui per il dovere dei tempi.
Sono il seminatore del valore dell’identità».
E a Matera 2019 riserva una riflessione che è anche messaggio a distanza: «Non è una vittoria del Pd - aggiunge».

a.ciervo@luedi.it

 

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