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Potenza, approvato il bilancio di previsione
Il Pd si spacca sul voto, sì (con riserva) di FdI

Basilicata

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POTENZA - Il bilancio di previsione a Potenza è «uno spartiacque», quasi un punto di non ritorno. Lo è dal punto di vista tecnico, per le condizioni ancora ipotetiche su cui si poggia il riequilibrio dei conti. Lo è dal punto di vista politico, per la complessa geografia del voto che ne è venuta fuori.

Il bilancio di previsione è stato approvato ieri in consiglio comunale con i voti contrari di Movimento 5 Stelle, un pezzo del Pd (Lucia Sileo, Nicola Lovallo, Gianpaolo Carretta), un pezzo del centro destra potentino, con i “no” di Francesco Fanelli (FI) e Michele Cannizzaro (Liberiamo la città). A titolo personale, invece, il voto favorevole di Mario Guarente, componente dello stesso gruppo.
Il sindaco Dario De Luca ha scelto di non fare la dichiarazione politica iniziale, affidando solo alla replica il proprio punto di vista: alle critiche e agli ammonimenti ha risposto ancora una volta con l’appello alle persone per bene. «Fin dalla prima apertura - era il settembre dello scorso anno - ho teso la mano al consiglio: senza maggioranza è impossibile governare». Ma, spiega, non ha certo fatto passi indietro sul cambio rotta con il passato.

Gran parte del dibattito, ieri, è stato speso sul fronte procedurale: un bilancio incompleto, ma non illegittimo, secondo il leit motive diffuso. È vero, manca ancora la norma nazionale che autorizzerà il rieqilibrio in cinque anni. «Ma - si sono spesi in tanti - quella approvata dal consiglio comunale è solo una proposta di bilancio. Spetterà al Viminale la valutazione». Nessun rischio illegittimità, dunque.

Il vero snodo della seduta di ieri, però, era tutto politico: davvero nascerà una nuova maggioranza dal voto sul bilancio? con quali confini? con quali rappresentanze nella prossima giunta?
È su questo crinale che si sono mossi gli interventi più attesi. Con il centrosinistra pronto a far valere la forza numerica e il centrodestra deciso a chiedere coerenza a De Luca.

«C’è un quadro di generale confusione - dice Gianpaolo Carretta, consigliere Pd espressione di un’area vicina all’ex sindaco Santarsiero - Esperienze politiche diverse possono stare assieme a tempo, ma non ci possono essere alleanze politiche innaturali». Come tenere dentro un governo forze così distanti? Lo ha detto, sul fronte opposto, anche il capogruppo di Fratelli d’Italia. Alessandro Galella così spiega la «responsabilità» assunta con il voto favorevole: «La differenza che poniamo è rispetto a un sistema che ha distrutto la Basilicata. Non è questione di settarismi ideologici, ma di visioni diverse. Per questo non possiamo stare insieme».

Entrambi in qualche modo rispondono al sindaco, a quell’appello alla comunanza per amore della città. «Certo che non ho accantonato il principio dello scardinamento del vecchio sistema. Ma io non lo poggio - aveva detto De Luca - su base ideologica. Mi interessano i fatti, significa lavorare nell’interesse di tutti. Sono grato a tutti quanti stanno contribuendo al risanamento della situazione finanziaria della città di Potenza». Cita su tutti il democratico viceministro ali Interni Filippo Bubbico.
Un voto sulla fiducia è quello della lista civica Per la città, il gruppo che più di altri ha sostenuto il sindaco De Luca dal primo turno. «Abbiamo impiegato la nostra verginità politica per garantire la bontà del suo operato, sindaco - dice Antonio Vigilante - Se lei fallisce noi avremo fallito».

Da un lato così il voto favorevole con riserva dei sostenitori storici di De Luca, dall’altro il voto favorevole del centrosinistra, meno un pezzetto del Pd.
È Michele Cannizzaro a spiegare il peso del dibattito: «È sembrato quasi di essere qui a giudicare il mandato del sindaco. Eppure stiamo giudicando un bilancio, che è costruito in modo poco chiaro».

In generale, allora, a essere poco limpida è la situazione politica. «Serve chiarezza, non solo sull’assetto di governo», dice Francesco Fanelli (FI). Il tema non è solo il prossimo governo cittadino, ma le condizioni su cui sarà basato. «Mancano programmi, azioni. La città non merita la palude politica nella quale si trova oggi Potenza».
La mappa del voto di ieri racconta di divisioni, spaccature, botte e risposte, future alleanze.
«Prendiamo atto che FdI non ha interesse a sedersi con Pd, ma il Pd - spiega il capogruppo Pd, Gianpiero Iudicello - ha interesse a sedersi con sindaco. Siamo stanchi di ambiguità: atto di chiarezza politica non è più rinviabile». Che questo bilancio sia «l’unica via» per andare avanti è sottolineato più volte in casa dem. Lo ribadisce il gruppo dei renziani vicini al governatore Pittella, lo dice il gruppo più vicino al deputato Roberto Speranza. Lo aggiunge anche il gruppo che fa capo all’ex candidato sindaco Roberto Falotico.
I Popolari per l’Italia, rappresentati in aula da Franco Morlino, continuano ad avere ruolo di ponte. In una geografia complessa che rischierà di epslodere nelle prossime ore, quando il nuovo governo cittadino dovrà prendere forma. E tutti quei sì in aula dovranno tramutarsi in rappresentanza di governo.

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