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Divisi dal 2019: ricette diverse sul dossier
I sei candidati interrogati sulla città futura

Basilicata

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MATERA - Da Matera 2019 alle infrastrutture, dal bilancio, alla governance passando ai Sassi e all'Università. Il confronto fra i sei candidati alla carica di sindaco, organizzato ieri alla Casa Cava dal Quotidiano in collaborazione con Trm, La Nuova tv, La Nuova del Sud e la Gazzetta del Mezzogiorno, ha toccato i temi caldi della campagna elettorale e arricchito di ulteriori elementi gli ultimi giorni prima del voto. In più occasioni, com’è prevedibile per la presenza del sindaco uscente fra i candidati, è stata l’attività dell’amministrazione uscente ad essere al centro del dibattito che, in tutti i casi, ha portato ulteriori contenuti al “botta e risposta” di queste settimane. E’ sul dossier di candidatura a Matera 2019 che si apre la polemica: «Candidati che erano rimasti nel cda felici e contenti, in concomitanza con le elezioni hanno deciso che non andava più bene - dice Adduce, diviso da De Ruggieri dal candidato della lista Salvini, Cappiello, messaggio, che però, arriva forte e chiaro. «Siamo stati protagonisti del silenzio intelligente - replica De Ruggieri - Matera non ha vinto per il dossier - e parte il brusìo della platea di componenti dei rispettivi staff - è stato premiato il potenziale inespresso». Sul pericolo che il titolo appena conquistato possa trasformarsi in momento di divisione, il dibattito registra altri segnali vitali: «E' un risultato che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile - dice Adduce - e che ha consentito a persone che erano nel cda del Comitato Matera 2019, di candidarsi a sindaco».
Di vittoria cercata ma non ancora governata a distanza di mesi ha parlato, invece, il candidato del Movimento Matera 2020, De Ruggieri: «Dobbiamo essere una città europea e oggi mancano servizi e infrastrutture che la rendano tale».
E Tortorelli (“Osiamo”): «La città si sta dividendo e Matera paga i danni di questa scommessa. Dio solo sa quante volte non abbiamo potuto ribadire la nostra contrapposizione, il nostro era un silenzio obbligato per poter giungere all'obiettivo condiviso. Io ho pagato questo prezzo». Sul ruolo della politica, che in questo caso dovrebbe essere più marginale ha invece puntato Franco Vespe (“L'altra Matera”): «Deve fare un passo indietro, fare silenzio rispetto alle attività e al lavoro della Fondazione». Il fattore tempo è, per alcuni versi, strumento sostanziale per affrontare aspetti come quello delle infrastrutture.
La Ferrandina-Gioia del Colle è lo snodo che secondo Raffaello De Ruggieri potrebbe modificare le sorti del territorio e collegarlo a Bari e Taranto. Nessuna illusione, invece, secondo Antonio Materdomini (“Movimento 5 Stelle”): «Le infrastrutture si realizzano con i fondi e i nostri componenti in Commissione trasporti e ci hanno confermato che al momento non sono previste somme per questo progetto». Inutile per Franco Vespe (“L’altra Matera”) il richiamo alla Ferrandina- Matera: «Le soluzioni esotiche non servono. Renzi lo ha detto: la Bari-Matera si deve fare». E’ la governance ad aggiungere altro pepe al confronto. «Bisogna rimodulare, adeguare, rafforzare la macchina amministrativa - dice De Ruggieri. «Una legge speciale del Governo - ha risposto il sindaco - deve consentirci di costituire una struttura con architetti, ingegneri e esperti». Antonio Materdomini punta sulla ricetta che ha funzionato in altre città. «Il bilancio partecipato affidato ai comitati di quartiere è un’idea rivoluzionaria».
A un think tank composto da professionisti, al servizio di uno sportello per cittadini ha fatto riferimento Franco Vespe. Sul partito del mattone sempre attivo, impossibile individuare opinioni a favore della crescita esponenziale. La città ha 50 ettari di nuova espansione e un milione di metri cubi di cemento, nonostante la profonda crisi del settore edile. «Il 67% del fatturato dell’edilizia - spiega Materdomini - deriva dalle ristrutturazioni e della riqualificazioni. E’ lì che bisogna puntare anche grazie agli incentivi». Adduce si sofferma in particolare su Matera 90 e aggiunge: «E’ un grande intervento che comprende 200 alloggi di case popolari, strutture ricettive, sanitarie e parco urbano». Far quadrare i conti. Obiettivo non semplice per chiunque venga eletto e salga al sesto piano del palazzo di città e per questo unire le esigenze della comunità alla garanzia di uno standard che ha fatto di Matera la città con le tasse più basse d’Italia non sarà semplice. Il segreto, per Tortorelli, è attrarre investimenti privati in modo da portare benefici come quelli previsti, migliorando ad esempio la raccolta differenziata. E’ Antonio Cappiello a sottolineare quanto il rapporto fra servizi e tariffe sia disequilibrato: «Le tasse a Matera sono più basse, ma l’indotto di commercianti e artigiani è ridotto ormai alla fame». Campus in stallo, facoltà universitarie con dati di frequenza bassi. Il futuro a Matera merita maggiore impegno. «L’Unibas deve dirci cosa vuole fare - sbotta Adduce - Bisogna completare il cantiere del Campus e rispondere alle necessità della popolazione universitaria». La risposta arriva da De Ruggieri, componente del Cda dell’Unibas: «Grazie a una operazione di rigido controllo abbiamo risolto la ripresa dei lavori che verranno conclusi ad agosto 2016». E’ Cappiello a lanciare una chiave di lettura ulteriore: «E’ un valore economico di ritorno, può portare alla città una grande ricchezza». Ma è il turismo ad impegnare il dibattito. I dati del 2014 indicano una crescita del 16,5%, con 153 mila turisti per 804 mila pernottamenti. Numeri che la dicono lunga sulla potenzialità del settore e sulla capacità di futura occupazione. «Per attrarre i turisti - dice Materdomini - bisogna programmare a lungo termine, riaprire i siti chiusi».
I Sassi e la rimodulazione dell’ufficio comunale chiudono il dibattito. «L’ultimo finanziamento - ricorda Adduce - risale alla Finanziaria del 2002 quando io ero parlamentare. Sull’Ufficio Sassi ha influito l’impoverimento degli uffici comunali; grazie a Matera 2019 risolveremo questa vicenda». Angelo Tortorelli aggiunge: «L’Ufficio Sassi vada nei Sassi. Bisogna unire le esigenze dei residenti e dei commercianti, ognuno di loro deve essere pronto a pagare un prezzo come la riduzione delle auto nei Sassi». Il dibattito andrà in onda oggi su Trm h24 (canale 111 e 519 Sky) alle 9.15, su Trm (canale 11) alle 15 e 20,30. Repliche domani su Trm h 24, alle 20,30 e martedì 9,30 su Trm.

 

 

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