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Particolarmente intensi gli ultimi giorni di campagna elettorale
La parata dei big non stempera la tensione

Basilicata

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MATERA - «Tutto il Pd è con Adduce e chi ha fatto altre scelte è incompatibile, non c’entra nulla con noi».
Lorenzo Guerini, vice presidente del Partito democratico arriva in piazza Vittorio Veneto insieme a Roberto Speranza e Marcello Pittella. Ha appena concluso un incontro di partito e si appresta a salire sul palco per confermare ciò che in queste settimane gli esponenti locali e regionali avevano già detto. Nessun tentennamento, nessuna crisi interna. Chi ha fatto altre scelte è fuori.
«Siamo tutti con lui - prosegue - per il lavoro che ha svolto e quello che lo attende nei prossimi cinque anni. A chi ha criticato il dossier dico che è una polemica sterile. Matera è stata scelta per quel testo e per la sua storia e bellezza». Renzi andrà a Melfi, perchè non fare un salto anche a Matera? «Verrà, non preoccupatevi».
Una parte contrapposta che sceglie di non avere simboli politici, come la valuta Roberto Speranza?
«Pensiamo che i partiti, come riconosciuto dall’art. 49 della Costituzione, siano il soggetto attraverso il quale i cittadini esprimono la propria sovranità. Rispetto per chi non la pensa come noi, ma ne chiediamo anche noi».
La Basilicata potrà ottenere di più grazie a Matera 2019? «Il Mezzogiorno e la Basilicata devono chiedere di più e impegnarsi con maggior forza per l’affermazione di questa parte di territorio».
L’affondo di Adduce contro il «Patron della tv locale» non si fa attendere. «Abbiamo voluto evitare equivoci - abbiamo costruito la nostra coalizione con le nostre bandiere. Stasera qui c’è tutto il partito, abbiamo condotto all’interno di questa coalizione le nostre specificità e tutte hanno sostenuto il grande sforzo che in questi cinque anni la città guidata dal centrosinistra ha fatto, raggiungendo risultati eccezionali».
Al percorso difficile che ha condotto alla condivisione sulla sua candidatura, Adduce fa riferimento quando dice: «Le discussioni servono ad alimentare un dibattito indispensabile necessario, nel partito e nel centrosinistra. Ma la decisione che è arrivata, è stata seria e convinta».
Altri non hanno avuto il coraggio di fare altrettanto, la faccia di mostrarsi e presentano più coalizioni equivoche con sigle e nomi di fantasia dietro i quali si nascondono forze che non hanno voluto farsi vedere per quello che sono. Le forze di centrodestra hanno il diritto e il dovere di mostrare i loro simboli, di non camuffarsi con liste civiche.
E’ lo stesso stile che ci accompagna da anni che crea equivoci, avvelena il clima nel tentativo di trovare una soluzione che non ha mai trovato. Sono vent’anni che prova inutilmente di impadronirsi di qualcosa che non è suo».
Sul palco, con lui, ci sono Maria Antezza, Filippo Bubbico, Pasquale Bellitti, Roberto Cifarelli e il presidente della regione Marcello Pittella.
E’ lo stesso Adduce a invitarlo a intervenire.
«Fai la tua parte - gli dice
«L’ho sempre fatta - esordisce il Governatore che parla alla gente in piazza e racconta una Basilicata che ha vissuto con Matera 2019 e il lavoro di Adduce. Buona politica e rinnovamento sono al centro di questa azione che non può essere buttata a terra da chi vuole insinuare che questa terra sia nera, come accaduto a Pisticci.

a.ciervo@luedi.it

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