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«Cari candidati, pensate anche a noi»
I bimbi di otto associazioni spiegano la città ideale

Basilicata

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MATERA - “Per una città a misura di bambino”. E' questo lo slogan scelto da otto associazioni cittadine, simulando la scrittura di una lettera aperta ai candidati sindaco. «Siamo le bambine ed i bambini di: Mom (Mamme Materane all’Opera), Legambiente, Cad (Centro Ascolto del Disagio); Minerva Scienza, associazione Sac – Cultura Associata al Sociale; mamme di NeturalFamily di Casa Netural, coop Il Sicomoro, Hanta-Yo Ostetriche sul territorio. Vi scriviamo per dirvi che vogliamo Matera veramente a misura di bambino, perchè se una città diventa più buona con i bambini, lo sarà anche con i loro genitori, nonni, amici, cuccioli e tutti. Voi candidati sindaco parlate di futuro, promettendo agli adulti che sarà migliore, parlate di noi dicendo che Matera è una città a misura di bambino e che saremo la ricchezza di questa città (sappiate che noi lo siamo già!). Ma noi bimbi vogliamo dirvi che non ci sarà futuro migliore per noi, e Matera non diventerà città a misura di bambino, se non ascolterete con attenzione le nostre richieste, i nostri bisogni, se non avrete come obiettivo la nostra serenità da subito: il nostro futuro sta mettendo le radici in questo presente! La qualità di una città la si vede dall’attenzione che questa ha verso le fasce più deboli e la grandezza di una amministrazione la si coglie dalla capacità che essa ha di ascoltare tutti i cittadini, anche i più piccoli. Leggetela e rispondeteci senza perdere tempo, perché la nostra infanzia si realizza nel presente, dura un attimo e poi non torna più». Tra le richieste, divise in capitoli specifici a seconda dell'associazione, si legge ad esempio un “Parco Giochi scientifico”, alberi con cui crescere insieme, spazi attrezzati, sicuri, con giochi duraturi e pulizia quotidiana. Poi ancora, una “Casa dei Bambini”, un luogo sicuro, uno spazio adeguato, dove essere liberi di imparare, giocare, divertirsi, crescere; un parco progettato per tutti, compresi i diversabili. I bambini chiedono anche di: «Poter passeggiare per le strade della città anche con il naso per aria, e non dovendo sempre guardare per terra per aggirare il pericolo di una buca, di un marciapiede rotto o di una strada sconnessa; imparare il rispetto per la cultura dai nostri genitori accompagnandoli in una biblioteca adatta anche a noi, abitanti culturali fin da piccoli. Chiediamo una città pulita, ecologica, sostenibile, chiediamo più fango e meno cemento, chiediamo più boschi e meno case, chiediamo più aria anche nelle scuole». Anche i bimbi figli di immigrati chiedono di non essere «Ospiti" ma cittadini, vorremmo poterci confrontare con una città capace di dialogare con le nostre culture». Ma i bimbi chiedono anche, semplicemente, di essere ascoltati e coinvolti in maniera attiva nelle questioni che li riguardano.

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