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Direzione Pd autoconvocata
Dopo la lettera dei dirigenti, la decisione della Sileo

Basilicata

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POTENZA - Non avendo avuto risposta dal segretario regionale del Pd, Antonio Luongo, Lucia Sileo ha optato per l’autoconvocazione. Del resto la lettera che chiedeva la celebrazione del congresso cittadino era firmata da un terzo dei componenti della direzione di Potenza. Un numero sufficiente per poter pretendere di fissare una data utile a una discussione.
Passati alcuni giorni, nel silenzio della segreteria regionale, Sileo - che del Pd potentino è presidente - sulla base di quella sollecitazione ha fatto partire la convocazione. Nei prossimi giorni si terrà, così, la direzione cittadina del Pd, e in quella sede sarà aperto un dibattito che porterà anche a scegliere la data del congresso.
Quello che militanti, iscritti e simpatizzanti chiedono da tempo «è un congresso aperto, di confronto vero per rilanciare il partito, per legittimare organi dirigenti e definire una chiara linea politica e programmatica».
Ma era davvero necessaria la forzatura di un’autoconvocazione della direzione? «La mancata convocazione del congresso cittadino del Pd - spiega Sileo - ha determinato da mesi la sospensione degli organi di partito e di ogni attività politica». Un silenzio di fatto che ha prodotto una frattura tra la classe dirigente, il gruppo militante e la comunità locale che al Pd guarda con attenzione.
A farne le spese, spiega la presidente del Pd del capoluogo, anche la percezione stessa del partito che ha perso «il ruolo di guida, sia nei confronti della comunità locale, sia in consiglio comunale».
Anche i firmatari della lettera di richiesta del congresso - di aree diverse, da quella più vicina all’ex sindaco Santarsiero all’area Renzi - avevano fatto notare l’errore dell’aver lasciato che il Pd perdesse posizionamento nel dibattito politico cittadino. Quella lettera conteneva anche la critica al segretario uscente, Gianpiero Iudicello, e il richiamo alle innumerevoli volte in cui il congresso era stato chiesto, fissato, rinviato, spostato.
«I cittadini - scrivevano i 12 firmatari della richiesta di congresso - cominciano a percepire come una forma di disinteresse rispetto ai propri problemi e alla sempre più grave carenza dei servizi essenziali».
Sileo rincara la dose in un momento delicato per il capoluogo, alle prese con problemi finanziari e un precario equilibrio politico. Il voto sul bilancio ha riconsegnato una nuovo confine di maggioranza, con il Pd spaccato sul voto e l’adesione di un pezzo del centrodestra.
Che fare? «Il malessere dei nostri concittadini, dei nostri iscritti e simpatizzanti è altissimo - continua Sileo - Siamo il primo partito cittadino e avremmo dovuto già da tempo aprire un confronto con tutta la città, discutere dei suoi problemi e offrire soluzioni».
Non si può più attendere.
«In questo contesto il mio ruolo di presidente dell’assemblea mi chiama alla responsabilità di rompere questo silenzio». Di qui la richiesta alla segreteria regionale di attivare ogni strada utile per celebrare l’atteso congresso. Ora la direzione cittadina sarà il primo passo.

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