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Matera sceglie la sua strada
Carte in tavola tra dubbi e interrogativi

Basilicata

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FINALMENTE Matera sceglie il suo sindaco. Una lunga campagna elettorale, iniziata probabilmente il 18 di ottobre subito dopo la designazione a capitale europea della cultura nel 2019, si è conclusa.
Inesorabile. Pochi lampi e soprattutto un grado di partecipazione inferiore nei numeri o quantomeno diverso nelle sue forme che non ha permesso di riempire le piazze, non ha permesso di alzare il livello del consenso e dell'entusiasmo, Matera ha assistito per certi versi stancamente a questa escalation elettorale in cui la città ha visto non solo sei sindaci ma anche oltre settecento candidati confrontarsi senza esclusioni.
Un grado di partecipazione ed una campagna elettorale che oltre a mostrare una sorta di confusione complessiva ha reso certamente difficile, forse impossibile avventurarsi in pronostici su come andrà a finire.
Il ballottaggio è probabilmente l'unica previsione attendibile, ma poi le variabili dal numero dei votanti al peso del disgiunto, dalla garanzia di governabilità al peso effettivo di liste e partiti sono nodi che saranno sciolti solo nelle urne.
Almeno un paio gli elementi che questa campagna elettorale ci concede, il primo è che a scornarsi davvero senza esclusioni di colpi sono stati soprattutto Adduce e De Ruggieri, le parole di fuoco, gli attacchi diretti, la ricerca di nervi scoperti e punti deboli è tutta quanta lì.
Un segnale evidente, la convinzione forse che la sfida elettorale si gioca proprio tra quelli che vengono considerati i due grandi schieramenti.
Al di fuori della mischia e della polemica più aspra con Adduce ma anche con De Ruggieri è rimasto Angelo Tortorelli, un passo indietro (o forse un passo avanti) rispetto alla contesa politica più dura.
Il segno che da un lato come dall'altro viene visto come interlocutore prezioso, di certo protagonista a prescindere dal risultato elettorale dopo il primo turno. Come protagonista del ballottaggio ma anche come terzo incomodo in un'eventuale partita per la città.
Ma se la sfida politica è corsa su direttrici chiare cioè le difficoltà del Pd, i problemi di un centrosinistra sbriciolato, le accuse ad una coalizione articolata (definita Arca di noè), i travestimenti o il passaggio da sinistra a destra e viceversa, quella sulle questioni e sui contenuti ha mostrato sottolineature spesso contraddittorie. E non prive di grossi punti interrogativi.
Hanno inciso di più dando messaggi chiari ad un elettorato diverso i vari Vespe, Materdomini, Cappiello con punti programmatici solidi anche se magari discutibili. Più difficile è stato invece trovare le differenze vere negli altri candidati, molte assonanze, qualche similitudine e posizioni spesso sfumate, da comprendere e da ricercare. Con visioni interessanti, obiettivi ambiziosi ma anche grossi punti interrogativi.
Interessante per esempio il programma di Adduce tra contenitori culturali, central park e edilizia scolastica.
L'applicabilità anche per una capitale della cultura rimane un punto interrogativo così come difficilmente prevedibili gli esiti delle interlocuzioni con il Governo.
Ma ugualmente da valutare, ancorchè auspicabile, è l'impegno di Tortorelli a ridurre le tasse del 50 per cento ma se il progetto nel medio periodo può essere studiato ed analizzato, è una sfida molto più impegnativa e suggestiva pensare che questo possa accadere immediatamente tra poche settimane.
Nel bilancio che il prossimo sindaco dovrà preparare. Così come incuriosisce non poco cercar di capire come l'impegno amministrativo di un sindaco, (spesso ridotto in ambiti molto meno nobili ma molto più pratici), anche con la forza di una futura Capitale della cultura può incidere davvero su economia e lavoro in maniera diretta o indiretta come De Ruggieri ha detto di voler fare.
E su queste tesi e su altre ancora che i cittadini materani dovranno cercare domani di esprimere una propria opinione, un proprio gradimento e con un altro grande macro-tema che è stato il fulcro della campagna elettorale fino a ieri e cioè il futuro del dossier, il presidente della Fondazione e il nome del suo direttore. Su questo la battaglia è stata più pesante senza tener conto del fatto che le radicalizzazioni soprattutto su questo versante potrebbero non servire alla città ma essere solo esempio della difesa di una parte.
Il voto dovrà chiarire anche su questo quale tesi preferire.
Con un'unica ultima necessità e cioè quella della partecipazione. La riduzione ad una sola giornata dello spazio elettorale, il ponte del 2 giugno, un evento di grande coinvolgimento popolare come quello calcistico potrebbero essere tutte possibili distrazioni che rendono concreto il pericolo di una ridotta partecipazione elettorale.
Su questo più di tutto la partita che si gioca è molto importante e dunque esprimersi, votare ha più valore che nel recente passato. Anche perchè questa lunga campagna elettorale e gli impegni ambiziosi che Matera ha davanti richiedono un alto grado di coinvolgimento di tutti i cittadini. Comunque la si pensi.

 

p.quarto@luedi.it

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