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Statuto Regionale, Bilardi: «Ncd non firma per il referendum»
La replica della Ferro: «E' un diritto costituzionale»

Calabria

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CATANZARO - La notizia, data dalla coordinatrice regionale Jole Santelli, che Forza Italia ha raccolto le firme per richiedere un referendum sulla recente modifica dello Statuto regionale (LEGGI LA NOTIZIA) ha innescato la polemica tra la stessa minoranza che fronteggia in Consiglio Regionale la maggioranza di centrosinistra che sostiene il presidente della Regione Mario Oliverio. In particolare, il primo ad intervenire è il senatore e vice coordinatore regionale vicario del Nuovo Centrodestra, Giovanni Bilardi che precisa come «Ncd non firmerà la richiesta di referendum», in quanto «riteniamo sbagliato far spendere soldi ai calabresi su una materia a cui sono francamente disinteressati e con il solo scopo di fare ostruzionismo. Non è così, a nostro avviso, che si fa opposizione. Se gli amici della minoranza ritengono che le modifiche apportate allo Statuto possano essere incostituzionali inviino una nota dettagliata e motivata al Ministero delle Regioni chiedendo l’impugnativa. Il nostro scopo non è quello di impedire ad Oliverio di governare ma di verificare la sua capacità di governo». Belardi, poi, ha aggiunto come «la vicenda Fincalabra dimostra che, al di là delle dichiarazioni belliche, esistono indubbie convergenze tra la maggioranza e i vertici di Forza Italia ammantate da procedure volontariamente rese difficili. La nostra forza - prosegue Bilardi - è la trasparenza. Ma anche l’autonomia che ci porta a non firmare la richiesta di un referendum inutile e a ricordare che siamo un partito che, attraverso i suoi organi ministeriali, ha senso di onestà e di lealtà e che nessuna forza politica locale può pensare di sottovalutare». 

Alla affermazioni di Belardi ha replicato a stretto giro di posta la vicecoordinatrice regionale di Forza Italia e candidata alla presidenza contro Oliverio alle ultime elezioni, Wanda Ferro, che ha precisato di essere «costretta a restituire al mittente l’invito del senatore Bilardi di inviare una nota dettagliata e motivata al ministero delle Regioni chiedendo l’impugnativa della legge di revisione statutaria davanti alla Corte Costituzionale».

Ciò in quanto «il senatore evidentemente ignora - ha sostenuto la Ferro - che il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 29 aprile 2015, ha deciso di non impugnare davanti alla Consulta la legge di revisione statutaria voluta dal presidente Oliverio e approvata dal Consiglio regionale. Tralasciando le valutazioni su eventuali profili di incostituzionalità della legge, non si può certo sostenere che la mancata impugnazione da parte del Governo Renzi costituisca garanzia di legittimità: basti pensare alla decisione del Tar Calabria di rinviare all’esame della Consulta la nuova legge elettorale calabrese, che lo stesso Governo Renzi non aveva impugnato». 

Rispetto poi alla richiesta di referendum Wanda Ferro ha chiarito che «non è certo Forza Italia che ostacola o rallenta l’attività di governo del governatore Oliverio, tanto che una autorevole voce del Ncd quale il senatore Gentile appena pochi giorni fa ha lamentato la chiusura 'a riccio' della maggioranza, che ignora le proposte avanzate dallo stesso partito di Bilardi. Inoltre non credo, come sostiene il senatore, che il tema oggetto del referendum non interessi i calabresi, che invece comprendono perfettamente che restituire loro l’ultima parola sullo statuto della regione non costituisce uno spreco di denaro, ma un diritto sancito dall’art. 123 della Costituzione, in una materia che ha grande rilevanza per le sorti della Calabria e per il futuro dei suoi giovani. Semmai proprio le modifiche statutarie introdotte dal presidente Oliverio determineranno maggiori costi che i cittadini calabresi saranno costretti a sopportare. Infatti, le modifiche al nuovo Statuto regionale non sembrano avere l'obiettivo di rendere più snella ed efficiente la macchina regionale, piuttosto quello di consentire al presidente Oliverio di distribuire nomine per soddisfare le pretese delle variegate anime della coalizione che lo ha sostenuto in campagna elettorale e trovare così un equilibrio nella sua maggioranza».  

«La Carta 'costituzionale' della Regione - sottolinea la vicecoordinatrice regionale di Fi - viene utilizzata per risolvere i problemi politici della maggioranza attraverso l'aumento del numero degli assessori e l’introduzione della figura del consigliere delegato, senza che sia posto alcun limite al numero dei consiglieri ai quali possono essere delegate specifiche attività e senza che sia precisata la natura dell’attività delegabile. Il referendum popolare, al contrario di quanto pensa il senatore Bilardi - ha concluso la Ferro - potrà restituire ai calabresi il diritto di essere ben governati senza la vecchia logica di spartizione delle poltrone che bisogna restituire al passato».

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