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Matera, alle 19 voto oltre il 50 per cento
Votanti 25.419: trend da verificare

Basilicata

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ORE 19 - Buono il trend di votanti anche alle ore 19. I dati 25.419 con il 50,48 per cento  che hanno provveduto a scegliere tra i sei candidati sindaci e tra le 24 liste presenti. Difficile il confronto con 5 anni fa quando il voto si era svolto su due giorni, domenica e anche lunedì. Stavolta invece si chiude alle 23. Comunque nel 2010 la percentuale alle 19 era del 37,98 per 18.860 votanti cioè oltre 6.000 in meno di oggi. Ma con meno tempo a disposizione per votare.

ORE 12: A Matera ha votato il 21,59 per cento degli aventi diritto. Sono 10.871 le persone che hanno già espletato il proprio diritto-dovere nel corso della mattinata. Numeri da record, forse spiegabili anche con l'attesa per l'evento calcistico del pomeriggio e anche dal fatto che questa volta si vota in una sola giornata (fino alle 23) e non in due come succedeva invece nelle passate occasioni. Basta ricordare che nel 2010 alle passate Comunali aveva votato il 9,65 per cento degli aventi diritto cioè 4.791 elettori.

IL VOTO - E’  il giorno della verità. Messi a posto i megafoni e i santini elettorali, ora la parola passa agli elettori. Come sempre (e per fortuna) tutto ha una fine. Ovviamente per Matera ci potrebbe essere bisogno di un tempo supplementare. In ogni caso negli altri 17 comuni lucani dove oggi si vota per il rinnovo delle amministrazioni comunali da domani inizierà una nuova fase. 

Certo prima ci sarà la lettura dei dati uno per uno e la consacrazione dei vincitori e la comunicazione degli sconfitti. Con le interminabili fila di commenti. Ma di fatto in 18 comuni partirà una nuova pagina amministrativa anche per eventuali riconfermati che si troveranno comunque a vivere 5 anni profondamente diversi da quelli che iniziarono nel 2010.
Ma senz’altro partirà una nuova fase per la Citta capitale della Cultura 2019. Perchè prima le candidature degli aspiranti sindaci, poi la composizione delle liste dei candidati consiglieri e infine le ultime settimane di campagna elettorale hanno già mostrato uno strappo decisivo con il passato. Vada come vada.

Ovviamente bisogna attendere il nome del nuovo sindaco per comprendere nei dettagli quanto è profondo lo strappo con il passato. E potrebbe non bastare il voto di oggi a sciogliere il dubbio. A Matera, Comune che supera ampiamente i 15 mila abitanti, per eleggere il sindaco al primo turno serve che uno dei candiati superi il 50 per cento dei consenti totali. Altrimenti i primi due assoluti si sfideranno al ballottaggio tra 15 giorni. E stando alle sensazioni dei bene informati questa ipotesi è quella che ha più probabilità di “vincere”. Chiaro comunque che ogni elezione ha una propria storia e quello che vale fino all’apertura dei seggi molto spesso è smentito dal conteggio delle schede. Ma qualcosa anche alla vigilia è chiaro: a Matera in palio non c’è solo la vittoria amministrativa e quindi la poltrona da sindaco ma molto di più. Il nuovo primo cittadino sarà quello che traghetta Matera e tutto quello che rappresenta per la Basilicata verso il 2019. E in termini di visibilità e di importanza non sfugge a nessuno che si tratta di una postazione che supera di gran lunga i confini regionali.

Essere capitale della cultura è qualcosa di enorme: conclusa la fase elettorale se ne comprenderà bene la misura. E la partita più complessa si gioca (e si è giocata) dentro il Pd che a Matera per la seconda volta dopo le comunali di Potenza di 12 mesi fa ha abdicato da “Partito regione”. Non c’è più quel partito granitico centro gravitazionale del centrosinistra che alla fine delle litigate si compattava per stravincere. Oggi è un altra cosa e comunque vada (con Adduce vincitore o sconfitto) sarà il tempo del leccarsi le ferite per più di qualcuno dentro il Pd. O poco fuori.

 

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