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La lenta e inesorabile caduta
dei vecchi "draghi"

Basilicata

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IL VOTO amministrativo è il meno politico di tutti. Nei comuni, soprattutto nelle piccole realtà, la preferenza viene spesso attribuita al “cugino”, parente, amico, vicino di casa. E quindi spesso la logica di prossimità prevale sull’ideale politico. Ma in Basilicata vale anche il contrario. Perchè la Basilicata è la Basilicata e ogni voto è coltivato, “coccolato”, corteggiato per anni. Così i “signori dei voti” del centrosinistra hanno di volta in volta deciso le vittorie (se non a tavolino, quasi). Il tempo però, passa per tutti. E se un Pd unito avrebbe nascosto le crepe elettorali di qualche colonnello ora non è più possibile. Le divisioni, le doppie liste, i dispetti trasversali evidenziano in tutta la sua crudezza che le cose non sono poi così scontate. E che le “rendite” di voti non durano per sempre.
L’esempio più chiaro è Rosaria Vicino a Corleto Perticara. E’ la fine di un’epoca. Ha collezionato fasce tricolori a ripetizione. Ieri però ha dovuto arrendersi al “tempo nuovo”. E a nulla è servito che la sua fosse la lista ufficiale del Pd e che la sostenessero i colonnelli di sempre. I vari Vito De Filippo, Piero Lacorazza, Antonio Luongo (e anche i Robortella) nulla hanno potuto contro Antonio Massari. Lo scontro tra vecchio Pd e pittelliani (con il protagonismo di Mario Polese su tutti) è stato vinto da questi ultimi. Una vittoria non scontata che sa di fine di un “feudo”.
Non è l’unico caso. Anzi. A eccezione di Avigliano, l’asse Pittella - Polese, laddove la sfida è stata intestina, ha mostrato freschezza, forza e idee chiare. Certo Avigliano è il secondo comune lucano per importanza dove si sono rinnovate le amministrazioni comunali, e quindi nell’analisi complessiva ha un peso non da poco ma chiaramente i segnali ci sono e dappertutto. Sospendendo il giudizio su Matera, dove per capire chi sarà il nuovo sindaco c’è da attendere il ballottaggio, in molti altri comuni i risultati sono sorprendenti quanto inediti. Come a Moliterno. Rivince il sindaco uscente Tancredi e perde Latorraca. Nel comune del pecorino si è consumata una sorta di rivincita delle primarie del 2013. Da un lato Lacorazza (che da parte sua aveva sconsigliato comunque alla ex sindaco di ricandidarsi) e De Filippo dall’altro la squadra pittelliana con Polese e Robortella insieme a Cicala di (Realtà Italia e quindi Paolo Galante). E il risultato ha di nuovo arriso a Pittella e compagnia.
Altro risultato non scontato è arrivato da Forenza. Il Pd ha segnato il passo. Altra lista ufficiale e altra sconfitta. E di nuovo il sindaco uscente sostenuto da Luongo, Speranza, De Filippo, Santarsiero ha dovuto inchinarsi alla lista civica pittelliana con il primo eletto, Iasi amico stretto di Polese e Robortella. Il fenomeno, con tutte le diversità territoriali si è ripetuto anche in altri paesi. Come a Irsina dove ha vinto il candidato sindaco vicino a Margiotta - Chiurazzi contro quello di matrice ex diessina o a Salandra dove il candidato sindaco vicino a Bubbico e sindaco uscente Sorranno si è arreso al nuovo sindaco di “Prima persona” e quindi polesiano - pittelliano. Ad Acerenza festeggia invece Scattone vicino a Speranza. Altra sconfitta bruciante per il Pd e per i colonnelli storici si è registrata invece a Castronuovo Sant’Andrea. Mentre un palliativo è arrivato da Carbone dove il candidato vicino a De Filippo è riuscito a guadagnarsi la fascia tricolore.
In ogni caso la questione supera le semplici prove di forza tra correnti interne al Pd. Perchè ci sono risultati che non si spiegano se non con un tempo che è cambiato. De Filippo ha perso nella sua Sant’Arcangelo (oltre che a Forenza, Corletto, Castronuvo e anche Avigliano). Se qualcuno lo avesse detto 5 anni fa che ciò sarebbe avvenuto avrebbe rischiato di essere preso per pazzo. Invece è accaduto. E su questo si possono fare mille analisi. Ma il dato è così clamoroso che si spiega solo con una rivoluzione e un tempo nuovo che non risparmia nessuno.

s.santoro@luedi.it

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