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La sconfitta è orfana, la vittoria ha tanti padri
Continuano le interpretazioni dei risultati

Basilicata

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POTENZA - Un fenomeno su tutti: Avigliano. Comune simbolo delle divisioni del Pd è diventato d’un tratto il simbolo della vittoria per la stragrande maggioranza dei dem. Anche di chi era stato timido fino all’ultimo giorno. Straordinario.
Tutto a un tratto le polemiche, le lettere, le litigate, i comunicati fantasma sono diventati quasi elementi di folklore. Perchè Summa ha vinto e quindi ha vinto il Pd. No. Perchè la verità è un pò più complessa. Innanzitutto ad Avigliano se il Pd avesse vinto davvero ci sarebbe stato il simbolo sotto la lista del vincitore. E invece no. E poi perchè con Summa non c’erano Vito De Filippo, Marcello Pittella e tanti altri. Ora se ha vinto il Pd vuol dire che c’è un Pd più Pd degli altri. Fosse così bisognerebbe avvertire Renzi.
La verità è che il Pd ad Avigliano si è diviso (come è accaduto quasi dappertutto) e una parte ha vinto e una ha perso. Certo chi si è fatto vedere dalle parti di Avigliano insieme a Summa nei giorni della campagna elettorale non può dire di aver perso (Speranza, Folino, Bubbico, Santarsiero etc...). Ci mancherebbe.
Ma chi non ha fatto di tutto per evitare lo scontro nelle settimane precedenti alla presentazione delle liste forse non ha vinto come hanno vinto gli altri. Poi si sa: la vittoria è di tutti mentre la sconfitta non ha padri legittimi se non quelli magari colti sul fatto.
Il punto però è che la “madre di tutte le battaglie” è ancora aperta. A Matera è tutto ancora da decidere. E saranno giorni di guerriglia politica nella città dei Sassi fino a un momento prima del ballottaggio. Fino ad allora il giudizio non può che rimanere sospeso. Perchè non è lo stesso se vince o perde Salvatore Adduce per il Pd lucano. Lì però il Pd è uno solo, al netto delle dietrologie e dei “sospetti”.
E quindi il giorno dopo se ne saprà di più su chi ha vinto davvero e chi ha perso. Questo spiega il motivo di un certo riserbo pubblico da parte dei colonnelli dem. Ha parlato il solo segretario regionale del Pd lucano, Antonio Luongo. Almeno ufficialmente. E Luongo ha fatto un pò l’equilibrista e un pò il paciere. Un pò il vincitore e un pò il severo padre di famiglia che richiama tutti ad avere più giudizio in futuro (già dal ballottaggio di Matera evidentemente).
Gli altri evidentemente riflettono. Gli unici che non riusciti a mantenere le “mani legate” sono stati gli stakanovisti dei social, Margiotta e Lacorazza. Nulla di eclatante sia chiaro. Ma il senatore ha lanciato qualche colpo di fioretto nei confronti della nota di Luongo con Lacorazza che su Twitter ha dissentito con lo stesso Margiotta mentre su Fb ha anticipato prossimi commenti e analisi sul voto amministrativo.
Per il resto si registra la nota della sconfitta a Moliterno, Latorraca (vedere in pagina la nota ndr) che come aveva fatto per all’annuncio della sua candidatura a sindaco sceglie i social per tornare a tuonare contro il “sistema Pd” e contro i colonnelli dem, rei secondo lei, di decidere per gli altri e per tutto.

s.santoro@luedi.it

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