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Roberto Cifarelli a tutto campo
«Con Tortorelli c’è più dialogo»

Basilicata

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MATERA - Avere a disposizione meno di due settimane per convincere i materani a tornare in massa alle urne (come già accaduto la prima volta) non è impossibile, nonostante il rischio endemico dei ballottaggi.
Roberto Cifarelli, capogruppo regionale del Pd ed ex capo di gabinetto del sindaco Adduce, ne è convinto anche alla luce del risultato che conferma, dice: «Che il Pd ha vinto». Vittoria morale o meno, si torna nei seggi il prossimo 14 giugno.
«Il ballottaggio non è una novità per la città di Matera, tranne nel 2002 quando fu eletto Michele Porcari al primo turno».
Il vero nodo della questione, secondo Cifarelli, sta tutto nella capacità di far comprendere quale fra i due candidati sia più credibile e rappresenti il cambiamento, quello vero per una città che si appresta a diventare capitale europea della cultura fra quattro anni.
«Salvatore Adduce ha già dato prova di essere capace di offrire dosi massicce di cambiamento. Non è un caso -prosegue Cifarelli - che il suo avversario sia Raffaello De Ruggieri».
La politica in campagna elettorale è sembrata elemento spesso a margine di un dibattito molto acceso, ma spostato sul livello personale.
«C’è stato il confronto fra una parte politica e un’altra coalizione organizzata per battere Salvatore Adduce, senza un senso politico tanto che hanno nascosto i loro vessilli, hanno messo insieme tutto e il contrario di tutto sapendo che se dovessero vincere avrebbero gravi problemi di governabilità, perchè è difficile mettere insieme tutti i personaggi che hanno costruito le liste.
Il confronto politico nel vero senso della parola non c’è stato. La verità è che c’è una coalizione che punta alla restaurazione, impersonata da Raffaello De Ruggieri che in questi anni ha rappresentato il simbolo di una cultura d’èlite a Matera.
Noi, invece, abbiamo sdoganato la parola cultura e l’abbiamo resa popolare».
E proprio la cultura è stato il jolly di questa campagna elettorale, declinato nel bene e nel male da entrambi i principali schieramenti in gioco nel corso della competizione.
«De Ruggieri ha inteso la cultura come un settore preciso della vita sociale.
Per quanto ci riguarda, la intendiamo come fattore trasversale della società e dell’economia, in grado di produrre sviluppo. Non usiamo questo termine in modo improprio».
La differenza dei voti fra quelli per il candidato sindaco e quelli per le liste è diventata già oggetto di commento. Per Roberto Cifarelli, invece: «E’ normale e accade dove ci sono liste forti, come le nostre con persone in carne e ossa».
Alla fine di questa tornata il Pd dovrà fare conti al proprio interno? «Chi fa queste valutazioni è un po’ stucchevole. Sembra quasi che abbia il torcicollo: si parla del Pd perchè non si può parlare d’altro, non essendoci altro. Alla vigilia delle elezioni dissi che il Pd avrebbe vinto. E’ così è stato, perchè non c’è null’altro oltre il Pd».
L’apertura di credito di Adduce, a poche ore dalla chiusura dei seggi, nei confronti dell’altro candidato sindaco Angelo Tortorelli esprime un passaggio molto chiaro: «Abbiamo fatto un percorso con il consiglio di amministrazione del Comitato Matera 2019 con un dossier, interamente rinnegato da De Ruggieri.
Tortorelli, invece, non l’ha mai fatto, esaltandolo pur ammettendo come anche noi che ci possono essere miglioramenti in corso d’opera. E’ naturale che con lui ci possa essere un dialogo più semplice».
E ora al lavoro per i prossimi giorni ripercorrendo le piazze nelle quali si è giocata anche la parte più dura del dibattito a distanza.
«Continueremo a far comprendere ai cittadini la nostra voglia di continuare nel cambiamento.
Porteremo in consiglio comunale un gruppo do giovani, espressione di questa voglia di cambiamento di fare politica con nuove generazioni.
Con noi c’è il cambiamento con gli altri la restaurazione».
Dopo gli incontri del Tramezzino, la campagna elettorale a domicilio che Adduce ha svolto a casa di alcuni materani, ora si prosegue: «Vinciamo se riusciamo a spiegare la nostra proposta».
Il rischio di scarsa partecipazione al voto, in caso di ballottaggio è un elemento che secondo Cifarelli non spaventa, visto il risultato entusiastico in termini di presenza alle urne del primo turno delle comunali.
«I materani si sono sentiti motivati e interessati al proprio destino.
Al ballottaggio il calo sarà fisiologico ma ancora una volta sarà nostra cura far capire qual è la posta in gioco che è molto alta.
A differenza di tutte le altre campagne elettorali, questa volta ne fa del futuro della città. L’appuntamento con il 2019 un punti di partenza e non di arrivo è un punto importante che segnerà il futuro di Matera almeno per i prossimi 15 anni».

a.ciervo@luedi.it

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