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Quando la sfida
era tra Colombo e Sanza

Basilicata

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C’ERA una volta la Democrazia cristiana di Emilio Colombo e Angelo Sanza. Di Tonio Boccia e Vincenzo Verrastro da un lato e Decio Scardaccione e Romualdo Coviello dall’altro.
Colombiani e sanziani davano vita a sfide accesissime nelle urne quando si trattava di elezioni politiche in cui i due erano entrambi candidati ma soprattutto nelle sezioni di partito quando si trattava di decidere candidati sindaci, assessori, aspiranti consiglieri.
Riunioni dove lo scontro politico arrivava a decibel altissimi. E dove alla fine c’era sempre qualcuno che lasciava le riunioni con più di un malcontento di un “diavolo per capello”. Era il tempo in cui in Basilicata non si spostava un capello senza il giudizio dei due leader della Balena bianca lucana.
E se non erano coinvolti direttamente i due generali comunque c’erano i loro fedelissimi sul territorio che non si risparmiavano certo sfide epiche.
Allora il fumo non era bandito. C’è chi racconta di riunioni lunghissime tra la nebbia fitta di sigarette accese una dietro l’altra e di litigate non proprio amichevoli.
Alla luce di quello che accade ormai a ogni elezione nel Pd, più di qualcuno ha ricordato le sfide epocali nella Dc di Potenza, Matera e nei vari territori. C’è chi ha azzardato paragoni. Ma era un altro mondo. Più elegante e con regole non scritte magari ma fisse a tutti. Le truppe erano agguerrite anche allora. Gente del calibro di Tonio Boccia, o Emilio Lagrotta, di Luciano Marotta, Dino Merenda, Mario Di Nubila (e tantissimi altri) si è contesa per decenni la Basilicata elettorale palmo a palmo.
«Ma non era come oggi», assicurano Antonio Potenza e Peppino Molinari. Ed è vero. Le sfide intestine erano all’ordine del giorno. Si battagliava dalla prima all’ultima postazione elettorale. Come accade tra pittelliani e luonghiani. Ma con una differenza. Lo scontro allora finiva alla vigilia delle candidature nei vari comuni. «Poi c’era un solo partito», assicura chi c’era e chi pure è stato protagonista di quell’epoca. Non esistevano doppie liste e doppi candidati. Allora vinceva la Dc, oggi vincono e perdono due Pd.

sal.san.

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