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Fitto fa “acquisti” in Basilicata
Due parlamentari come Sel e M5S

Basilicata

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POTENZA - Zitto zitto, Raffale Fitto inizia a fare “campagna acquisti” in Basilicata. Assodata la “fedeltà” fittiana del deputato Cosimo Latronico che però rimane ancora coperto la novità è l’ingresso del senatore lucano dei Popolari per l’Italia, Tito Di Maggio nel neo gruppo parlamentare al Senato creato dall’europarlamentare pugliese Raffaele Fitto che ha lasciato ufficialmente Forza Italia e il suo leader Silvio Berlusconi.
Per la cronaca Fitto ha dato vita per il momento solo al gruppo al Senato. Non alla Camera, dove non ha i numeri (servono almeno 20 deputati). Per questo se i senatori fittiani sono già usciti allo scoperto non è lo stesso per i deputati, compreso Latronico che insomma ha a disposizione ancora qualche settimana prima di rendere pubblica la propria scelta in un senso o nell’altro. E come era già chiaro da settimane, il lucano Latronico non intende chiarire nulla se non dopo la tornata elettorale che per la Basilicata si chiuderà solo dopo il ballottaggio per il Comune di Matera.
Da Roma comunque non hanno dubbi: tutte le maggiori testate nazionali inseriscono il lucano Latronico nei sette fedelissimi alla Camera dei deputati di Raffaele Fitto. Detto questo in Basilicata si profila una truppa fittiana di tutto rispetto. Quando sarà ufficiale, il nuovo contenitore politico (che punta a rilanciare il centrodestra) di Fitto dovrebbe contare su un senatore e un deputato lucano. Significa che dopo il Pd la squadra dei parlamentari fittiani lucani sarà quella più numerosa pari a quella del M5S (che conta sul senatore Vito Petrocelli e sulla deputata Mirella Liuzzi) e di Sel (con il senatore Giovanni barozzino e il deputato Antonio Placido). Insomma come Forza Italia quando eleggeva i vari Viceconte (che ora è con Alfiano nen nuovo Centro destra), Taddei, Digilio e lo stesso Latronico.
In ogni caso la scelta di Tito Di Maggio di uscire dalla maggioranza di governo nazionale (insieme al leader dei Popolari per l’Italia, Mario Mauro) è stata spiegata dal consigliere regionale lucano e coordinatore nazionale del partito, Aurelio Pace: «Renzi sta operando scelte di chiaro indirizzo politico. Su tutte due che proprio non possono essere accolte nel “campo Popolare”: la riforma elettorale e il tema sulle unioni civili. L’Italicum, infatti, offre troppo potere a troppe poche persone. Una legge elettorale che, di fatto, introduce una forma di Presidenzialismo per la qual cosa sarebbe necessaria una Riforma Costituzionale, non già solo l’introduzione di un nuovo metodo elettorale. Come è altrettanto evidente che con l’Italicum vengono mortificate le minoranze, da sempre tutelate nella democrazia così come pensata dai nostri padri costituenti. In sostanza una legge ad hoc pensata per il Pd. Alla stessa stregua è intollerabile la posizione che il Governo si accinge ad assumere sul tema delle “unioni civili”. Preliminarmente non è immaginabile che un “Governo di necessità” entri in questioni che afferiscono valori fondanti per una comunità».
Aurelio Pace (che quindi si allontana ulteriormente dal centrosinistra in Consiglio regionale) motiva e rafforza la scelta di Tito Di Maggio di abbandonare il governo nazionale e aderire al progetto di Raffaele Fitto e motiva anche l’incertezza di alcuni esponenti dei Popolari per l’Italia a seguire nell’immediato l’esempio di Mauro e Di Maggio.

sal.san.

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