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Pd: un bivio lungo sette giorni
Domenica il ballottaggio a Matera con tutte le sue incognite

Basilicata

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POTENZA - Ecco i sette giorni che potrebbero cambiare il Pd e il futuro prossimo di tanti big. Nel giro di una settimana esatta si saprà dove andrà il Partito democratico a livello nazionale e in Basilicata. Il primo appuntamento decisivo si è svolto ieri sera tardi a Roma. I dettagli si sapranno oggi ovviamente visto che si attende una riunione fiume. Alle 21 davanti la sede del Pd al Nazareno c’era solo un “esercito” di giornalisti in attesa dell’arrivo di Matteo Renzi a seguire tutti gli altri big compresi i lucani. Tra gli altri anche il presidente della Regione Marcello Pittella che ha voluto essere alla riunione del Pd da pittelliano doc per capire le evoluzioni.
Per i lucani atteso ovviamente anche l’ex capogruppo alla camera dei deputati Roberto Speranza che dalle colonne di Repubblica alla vigilia della Direzione ha avvertito il premier: «Renzi può arrivare al 2018, e io spero che ci arrivi, per il bene dell'Italia,, solo se fa il contrario di quello che ha fatto negli ultimi mesi». La Direzione nazionale, la prima dopo il voto delle regionali e l’ultima prima del passaggio in Parlamento di provvedimenti delicati è stata voluta dallo stesso premier per una sorta di “verifica” dentro il Pd per chiedere, con il voto sulla sua relazione, se tutti, maggioranza e minoranza, siano pronti a fare la propria parte per traghettare il governo al 2018 attraverso le riforme.
Nei giorni scorsi la Direzione era stata annunciata come una sorta di “duello finale”. Nelle ultime ore però sembra che siano stati lanciati segnali distensivi sia da parte di Renzi che da parte della sinistra dem. Renzi ha aperto a un confronto sui temi più cari alla sinistra: la riforma della scuola in primis (in arrivo al Senato) e più in generale sulla riforme istituzionali. Ovviamente bisogna attendere la relazione del Premier che non sarebbe la prima volta che sconvolge i piani della minoranza.
In ogni caso Roberto Speranza e i suoi di Area riformista non si faranno trovare in ogni caso impreparati. Ieri l’ex capogruppo insieme a Gianni Cuperlo e Alfredo D'Attorre, si sono confrontati in una riunione preparatoria alla Direzione che si è svolta nelle sala del Pd alla Camera dei deputati. Ovviamente dalla riunione di stanotte si attendono decisioni in un senso o nell’altro con Speranza che chiede al premier aperture concrete. Gli scenari sono comunque ancora poco chiari.
Questo per quello che accade a Roma. Ma c’è di più. Il secondo bivio per tutto il futuro dell’attuale Partito democratico lucano è naturalmente il risultato di Matera del ballottaggio di domenica prossima tra il sindaco uscente e candidato del Pd, Salvatore Adduce e lo sfidante Raffaello De Ruggieri intorno a cui si è aggregata una squadra eterogenea che va da destra a sinistra.
A seconda del risultato si capirà se il Pd di Luongo potrà guardare al prossimo autunno o se partirà uno scontro intestino destinato a infiammare la prossima estate. Dagli ambienti della segreteria regionale trapelano segnali di tranquillità per l’esito del ballottaggio anche rispetto alle novità rappresentate dal sostengo di Tortorelli a De Ruggieri e dalla fedeltà di Antezza alla corsa finale di Adduce. Ma è lapalissiano che una eventuale sconfitta nella città dei Sassi aprirebbe scenari di guerra con di fatto tutti e due i capoluoghi lucani in mano al centrodestra o comunque non al Pd (quello ufficiale almeno). E se si dovesse abbinare l’accoppiata di Pd nazionale spaccato e una sconfitta a Matera sarebbe meglio “avvertire i caschi blu dell’Onu”. Avverte qualcuno estremizzando il clima politico infuocato.
s.santoro@luedi.it

 

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