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IL CONFRONTO / Due chiacchiere con Adduce
«De Ruggieri risolva il caso Zetema»

Basilicata

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MATERA - «Su Zetema De Ruggieri deve risolvere il problema, ci sono tre persone riferibili a lui e alla sua famiglia nel cda e c’è un articolo dello statuto che prevede addirittura la scelta del successore in maniera diretta. Di fronte ad accuse di scarsa trasparenza che mi vengono avanzate non posso lasciar correre questo tipo di situazioni».
Salvatore Adduce insiste, intervista ampia con il “Quotidiano” sulle scelte fatte e soprattutto su quelle da fare, su una chiusura di campagna elettorale molto calda, su un apparentamento sorprendente per molti versi.
Adduce risponde ad ogni tema, non si tira indietro ma tiene ferma la sua attenzione sulla questione Zetema, non lo soddisfano le parole di De Ruggieri e i suoi chiarimenti e va ancora più a fondo. Il candidato sindaco del centrosinistra parla a tutto campo a pochi giorni dal voto nell’intervista fatta al “Quotidiano” (domani quella all’altro candidato Raffaello De Ruggieri, ndr).
E’ rimasto sorpreso domenica mattina dall’apparentamento fatto da Tortorelli e De Ruggieri?
«L’unica sorpresa è che Tortorelli e Benedetto hanno giocato una partita in salsa politicista e di prima repubblica. Nulla a che vedere con la città e il suo sviluppo, un film in bianco e nero che va a ricongiungersi con la seconda metà del secolo scorso.
Mi ero illuso, che ci fosse il rispetto della decenza e invece non c’è nemmeno questo.
Eppure Tortorelli ha ottenuto un risultato non trascurabile, io pensavo che volesse spenderlo a favore della città e della sua spinta in avanti e non in una dimensione restauratrice».
Dal 17 ottobre ad oggi c’è stato un rallentamento delle attività soprattutto su Matera 2019 fortemente criticato in questa campagna elettorale?
«Noi abbiamo messo in questi mesi il lievito su una città che oggi è diventata capitale mentre dall’altra parte mi trovo la cosiddetta vecchia guardia che vuole ancora venir fuori. De Ruggieri si è perso gran parte del lavoro dal 17 ottobre ad oggi perchè aveva già preso una decisione, non a caso Angelo Tosto si è dimesso nel primo Consiglio comunale dopo la designazione.
Nel frattempo noi abbiamo messo in funzione la Fondazione, abbiamo impostato il piano finanziario, messo in pista il programma 2015, incontrato più volte il ministro Franceschini, ottenendo un cofinanziamento per circa 20 milioni del programma Matera 2019 e siamo stati tra gli alfieri di Italia 2019».
Avete anche nominato il direttore della Fondazione, qualcuno dice nottetempo?
«Si rimprovera me di questa decisione che è arrivata insieme al presidente della Regione in maniera coordinata e con la nomina del direttore abbiamo potuto mettere a punto tutte le operazioni per Matera 2019».
Guardiamo avanti, il nuovo sindaco lunedì tra i suoi primi pensieri avrà la nuova giunta. L’esperienza del 2010 è stata sofferta, stavolta ci sono tempi e modalità diverse o sarà ancora un’impasse?
«Per la verità anche l’altra volta l’operatività della giunta è stata immediata, magari ci sono stati altri problemi per quanto riguarda il Consiglio. Stavolta però vedo in generale una semplificazione della situazione: abbiamo raggiunto con il Pd e altre due liste il 47 per cento dei consensi, un riscontro molto ampio. Dall’altra parte De Ruggieri deve dar conto a Tortorelli, Santochirico, Viti, Tosto, Stella, Di Lorenzo, Buccico e via ancora discorrendo. E’ un quadro diverso e molto meno complicato per noi. La giunta? Io posso dire che sono già pronto sulle scelte da fare».
Altro scoglio immediato del nuovo sindaco: il bilancio. Si è parlato di aumento esponenziale della Tari, di Tasi, di riduzione delle tasse ma dove sta la verità?
«Tortorelli voleva ridurre della metà le tasse, insieme con De Ruggieri le azzereranno ma così si azzerano anche i servizi. Io ho avuto grande cura degli equilibri di bilancio in questi cinque anni e continuerò nello stretto controllo delle entrate. Procederemo ad un nuovo bando per la manutenzione e la raccolta, gli uffici stanno già lavorando a completarlo e sarà un vantaggio economico che faremo pesare al minimo sui bilanci familiari, ci sarà un piccolo incremento soprattutto sulla Tari mentre per il resto abbiamo già le aliquote più basse e non credo ci saranno aumenti, sono sotto controllo».
Ieri Saverio Acito chiedeva alcune risposte su Museo demoetnoantropologico, infrastrutture, collegamenti, terminal bus. Quali le scelte nel dettaglio di una città che guarda il 2019 e vuole andare oltre il 2019?
«Il Dea, museo demoetnoantrpologico, è una delle eccellenze che ci hanno portato al risultato di capitale della cultura. E’ nel nostro programma culturale, avremo subito 2,2 milioni da spendere per sostenere le urbanizzazioni, rendere possibili gli accessi ai Sassi, raccontare davvero la storia dell’uomo. Renderemo il Museo fruibile cercando di coniugare in questo sito innovazione e recupero insieme».
Sulle infrastrutture invece?
«C’è un discorso interno ed esterno. Intanto non siamo stati con le mani in mano, abbiamo avuto 3 incontri con l’Anas per l’adeguamento della statale 7 Matera-Ferrandina con un progetto che si può realizzarre in poco tempo, in modo da essere pronti già il 1 gennaio del 2019. Anche questo conta.
Abbiamo incontrato anche il presidente delle Fal Colamussi che ha previsto il raddoppio della parte pugliese fino ad Altamura, con il presidente Pittella proveremo a discutere di un finanziamento anche di quello lucano da Altamura a Matera.
Pensiamo anche a definire nell’area deposito di Serra Rifusa un’area di scambio gomma-ferro dove parcheggeremo autobus e auto in arrivo in città, un area di accoglienza di qualità per quanti entrano in città con il treno.
Importante è la questione Tangenziale: è necessaria, c’è un percorso ridisegnato per evitare un impatto sul grande viadotto.
Per fare tutte queste cose pensiamo ad un accordo di programma che coinvolga anche la rigenerazione dei quartieri e incentivi gli investimenti anche lontano dai Sassi. Le proposte come queste di Acito sono le benvenute, dall’altra parte però solo litanie e lamentale».
Cosa conterrà quest’accordo di programma?
«Con Governo e Regione avremo bisogno di concordare delle procedure veloci con l’eventuale nomina di un commissario, nomineremo un garante della trasparenza e chiederemo una deroga al patto di stabilità per le spese che dovranno rientrare nell’obiettivo di Matera 2019».
Negli ultimi giorni la Fondazione Zetema è stato oggetto di attacchi forti da parte vostra, le parole di De Ruggieri chiudono la questione?
«Nient’affatto, mi aspetto risposte e prese di posizione su questa questione. Io leggo lo statuto di Zetema. Questo è il contenuto dell’articolo 7: “Il Consiglio di Amministrazione è composto da membri permanenti e da un membro sostenitore da eleggersi nei modi previsti dall'art. 16 del presente statuto. Ciascun membro ha diritto ad un rappresentante e ad un voto. Sono membri permanenti del Consiglio di Amministrazione: il Sindaco pro-tempore di Matera; il Presidente pro-tempore del Circolo “La Scaletta” di Matera o suo delegato; il sig. Raffaello De Ruggieri; un rappresentante del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; il Presidente pro-tempore della Associazione “Josè Ortega” di Matera, o suo delegato.
I membri permanenti che si identificano in persone fisiche hanno il potere di nominare loro sostituti, i quali subentreranno nella carica, senza limitazione di tempo, entro trenta giorni dal permanente impedimento o decesso.
In caso di revoca da parte dell'Ente rappresentato, i membri permanenti delegati durano in carica fino alla data di notifica del provvedimento formale di revoca che deve contenere la nomina del successore”. Fin qui l’articolo.
Ci sono due aspetti. Il primo è che tre dei cinque componenti è nella “famiglia De Ruggieri” (il presidente cioè lo stesso De Ruggieri, il presidente de La Scaletta Focaccia e Mitarotonda per l’associazione Ortega) e poi c’è il potere di nominare i sostituti che hanno i membri permanenti (io ne vedo uno solo cioè De Ruggieri), un diritto di successione nella gestione della Fondazione. Su queste cose mi aspetto che De Ruggieri sciolga il problema e modifichi nuovamente lo statuto».
Perchè dice nuovamente?
«Perchè già nella campagna elettorale del 1998 tra Minieri e Acito, De Ruggieri che al ballottaggio sosteneva Acito, modificò, allora sì nottetempo, lo statuto temendo che il ballottaggio non fosse favorevole».
Ma se lei è uno dei cinque componenti del cda di Zetema per quale motivo queste cose le tira fuori solo adesso? Le ha sollevate in un cda?
«Io sollevo queste questioni nel momento in cui l’avvocato De Ruggieri si permette di darmi lezioni di trasparenza».
Tra le accuse dell’altro giorno in piazza giocando al “gratta e vinci” De Ruggieri ha citato chi c’è dietro di lei e chi si occupa di rifiuti e percolato?
«Il sistema di raccolta dei rifiuti è frutto di una gara fatta da Buccico, quanto al percolato che viene emunto lo si fa con gare d’appalto regolari e di tipo europeo».
I veleni di questi ultimi giorni di campagna elettorale avranno conseguenze anche dopo l’esito del ballottaggio nella politica e nella città?
«La mia esperienza mi porta a distinguere ruoli e funzioni, siamo nel ballottaggio e bisogna saper marcare le differenze. Domani ognuno dovrà lavorare al meglio per la città. Anche dall’opposizione? Rispetterò la volontà del sovrano, nel nostro caso il popolo in quanto corpo elettorale, qualunque sia l’esito del voto».
Nell’ultimo ballottaggio si aprirono polemiche e discussioni sui voti venuti meno soprattutto dall’interno del Pd, teme altri rischi del genere?
«Credo ci sia una grande coesione e una forte volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati, non ci sono segnali che vanno in questa direzione».

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