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Buccico senza freni contro il Pd
Piazza stracolma per l’ex sindaco che non salva nessuno

Basilicata

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MATERA - Nicola Buccico sale sul palco e in piazza Vittorio Veneto scende il silenzio. Gremita e senza far volare una mosca, la materanità dell’appartenenza lo ascolta.
Finiscono nel dimenticatoio le polemiche con i cittadini che risalgono all’epoca della sua amministrazione per la città, dimenticate mentre parla senza dimenticare nessuno, soprattutto i vertici del Partito democratico cittadino.
L’eloquio di Buccico non si batte e tante per mettere in chiaro le cose, avverte: «Metteremo l’antifurto alle nostre coscienze».
Non risparmia il «Cerchietto magico di Adduce». Da Cosimo Muscaridola a Roberto Cifarelli, da Filippo Bubbico a Lacorazza, a tutti assegna un pezzo di responsabilità del degrado morale della città, di una campagna elettorale che precipitata nell’attacco personale.
Dai voti chiesti all’interno dell’ospedale Madonna delle Grazie, agli incarichi nell’Ater, alle strategie politiche, Buccico ne ha per tutti, nessuno escluso.
A Cappella, padre e figlio, poi fa riferimento ricordando: «Lasciai la carica di sindaco all’epoca perchè mi opponevo alla trasformazione edilizia della collina di Serra Rifusa. Chiedetelo a Cappella padre e figlio.
Ho fatto rispettare la legge allontanando l’ombra del sospetto».
Nicola Buccico parla con calma per più di un’ora, alle sue spalle sotto il palco Raffaello De Ruggieri lo guarda come farebbe un allievo con il suo mentore, orgoglioso quando gli applausi della folla (più che frequenti) lo interrompono.
Matera ha bisogno di lavoro e Buccico lo sa bene.
«E’ necessario però sbloccare occasioni e opportunità. Matera è la città delle proroghe».
Dai rifiuti agli impianti sportivi, ai trasporti, agli asili nido fino all’assistenza agli anziani
Snocciola nomi che appartengono alla città, da Colombo a Michele Bianco fino a Rocco Mazzarone, ma ricorda anche i soprannomi di alcuni personaggi cittadini, termini su cui ha anche scritto un libro.
Alla sfida per il 2019 che lo ha visto “padre” del percorso di candidatura, in tempi non sospetti, riserva una lunga parte del suo discorso che suona come un avvertimento: «Se la mia giunta non avesse proposto Matera, oggi non saremmo qui.
Ma il 2019 non è un traguardo, una conquista. E’ una sfida continua».
Ledo Prato al vertice della Fondazione Matera 2019? «Non è il presidente di Federcultura, è un operatore culturale di S. Severo cresciuto nello stesso pollaio in cui sono cresciuti gli uomini piemontesi che sono venuti a insegnarci l’abc. Povero Verri...».
E al direttore della Fondazione suggerisce anche: «Non ha scoperto niente. Io il sabato sono libero, venisse a lezione da me».
Ringrazia Angelo Tortorelli per la sua scelta per «La sua prova di civismo».
Lo inviterà insieme a De Ruggieri sul palco alla fine del suo comizio, qualche minuto dopo, ricordandogli tra l’altro che fu la sua giunta a salvare con una seduta notturna il destino della scuola di restauro mentre indica l’ex convento di Santa Lucia che intravede dietro le luminarie pronte per la festa della Bruna.
L’analisi politica di Nicola Buccico analizza la trasformazione della politica nelle sue espressioni: «C’è la frantumazione del potere che scricchiola che spinge all’ingiuria, all’antagonismo senza ragione. Raffaello de Ruggieri era riverito fino a pochi mesi fa e oggi è guardato come il nemico della città.
Oggi si sente di più l’odore della bottega che il sapore della verità - aggiunge -
Non hanno saputo includere, hanno diviso, lacerato, separato, allontanato.
Così non si governa - e ad Adduce lancia il guanto di sfida, ricordandogli che contro de Ruggieri non ci mette - la battaglia sul terreno dell’onestà è persa».
Non perdona chi in passato lo aveva sostenuto e oggi si candida con il sindaco uscente.
«Il mio ex attivista Perniola - ricorda - trasmigratori un giorno sì e uno no. Volatili per eccellenza».
Per fare il sindaco, conclude: «Ci vogliono competenza e passione e Raffaello De Ruggieri ce li ha».
Buccico lascia il palco poco più di un’ora dopo esserci salito e la piazza riprende vita. Per un lungo applauso all’ex sindaco.

a.ciervo@luedi.it

 

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