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De Ruggieri: «Accuse a salve
altro che familismo amorale»

Basilicata

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MATERA - «Il familismo amorale è l’ultima accusa senza senso di chi non conosce nemmeno la sintassi. Adduce continua a sparare a salve nell’ambito di una sua follia schizofrenica». Raffaello De Ruggieri costruisce il suo discorso partendo dall’ultima accusa lanciando chiaramente del suo avversario nelle ultime ore e poi spiega nel dettaglio ciò che lo distingue dai suoi avversari politici, il progetto, il programma che ha in mente. C’è un momento in particolare di tensione quando una signora dal pubblico nel ruolo della disturbatrice gli dice qualcosa e lui risponde con veemenza: «Io la spello viva» invitando poi le forze dell’ordine ad intervenire per allontanarla. La signora resterà lì a seguire per intero il comizio di De Ruggieri accennando ogni tanto una qualche interlocuzione ma senza interrompere ulteriormente il comizio stesso.
«E’ stata una lunga e faticosa campagna elettorale ma io mi sento fresco come una rosa, non ho nemmeno sofferto le fatiche e le provocazioni. I nipotini di Marx che dall’altra parte rappresentano il Pd non vivono di lavoro ma di appalti, proroghe, clientele come abbiamo provato bene a spiegare».
Poi la replica ad Adduce che «oggi ha pronunziato la sua calunnia più grande: il familismo amorale senza sapere nemmeno il significato della parola. Abbiamo creato la Fondazione Zetema e questa è la colpa che mi viene avanzata, accuse senza senso eppure nulla è stato detto sul fatto che è stato donato un intero Palazzo al Comune in via Sette Dolori del valore di 2 milioni di euro. E’ questa la dimostrazione dell’impegno di questi anni». Ma De Ruggieri aggiunge ancora: «non finiscono qui le cose senza senso, la follia schizofrenica di chi spara a salve. Adduce ha sostenuto che io abbia già deciso di fare Tortorelli vicepresidente e Santochirico presidente della Fondazione Matera 2019 ma per farlo serve il parere del presidente della Regione Pittella. Ma di cosa si sta parlando, qui siamo su scherzi a parte».
Poi la prospettiva futura e le accuse sul passato si sono fuse e De Ruggieri ha aggiunto: «l’intenzione è quella di ribaltare la città, di cambiare per togliere quei corruttori di libertà, quei provocatori che devono essere messi all’indice». Duro anche sulla nuova fontana all’incrocio “delle tre vie”: «uno sciacquone urbano che dobbiamo usare per liberarci di questo governo cittadino».
Quanto al da farsi in futuro ha ribadito che la prima cosa sarà «rendersi conto della situazione in cui si trova il Comune, dei conti e delle possibilità. Verificheremo in che stato siamo e quindi decideremo le scelte».
Alcune riguarderanno certamente la gestione del personale: «aumentare la pianta organica, rafforzare il corpo dei vigili urbani che avranno una funzione di sempre maggiore importanza, ricreare un ufficio Sassi ed uno di turismo e cultura».
La prospettiva complessiva passa anche per la questione infrastrutture con De Ruggieri che ha ricordato come «la Matera-Gioia del Colle serve anche a definire una seconda via di sviluppo anche per quanto riguarda una corsia per le aree industriali che dovranno diventare zone di elevata specializzazione». Un accenno anche sul progetto del nuovo teatro delineato da Adduce dove c’è la Torraca: «bisognerà prima costruire una nuova scuola e basta vedere quanto c’è voluto per la Bramante». Poi una risposta sugli impianti sportivi: «noi allo sport ci teniamo eccome, mi sono ritrovato io stesso nel 1979 assessore ai lavori pubblici quando il Matera è andato in serie B e sono state fatte quelle tribune che servivano».
La chiusura con il palco fatto di tanti giovani e non solo che hanno indossato una fascia tricolore. La convinzione, ovviamente, è quella di riuscire ad arrivare al risultato e diventare domenica sindaco della città.

p.quarto@luedi.it

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