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Sconfitti e accuse
L’ipotesi: complotto Renzi contro Speranza

Basilicata

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POTENZA - «Fino al pomeriggio di ieri (giovedì per chi legge ndr) avevamo buone notizie. Per quanto ci è stato riferito, il provvedimento per salvare Potenza era stato inserito nel testo del decreto. E’ stato Renzi, in Consiglio dei Ministri, a bocciarlo. Ed è chiaro che dietro c’è una precisa volontà politica». Sono queste le parole di Dario De Luca, che dice di essere rimasto deluso ma soprattutto sorpreso - rispetto alle notizie che erano pervenute fino a quel momento - dall’esito.
Non si spinge oltre nell’analisi. Lo fanno per lui alcuni suoi sostenitori che attribuisco la sconfitta romana a una sorta di “ritorsione” politica che il premier avrebbe esercitato contro il leader dell’opposizione interna al Pd, Roberto Speranza. C’è da dire che l’ipotesi appare poco credibile. Potenza non era l’unico ente in attesa del provvedimento. Ed è alquanto improbabile che il presidente del Consiglio abbia deciso di sacrificare tutte le altre amministrazioni, al solo scopo di infliggere una “punizione” all’ex capogruppo, suo antagonista.
Molto più probabile è invece che la scelta del premier sia stata dettata proprio dalla valutazione dell’impatto economico che avrebbe comportato la manovra che avrebbe riguardato molti enti locali. Ma al di là di come siano andate veramente le cose, la bocciatura del Salva Potenza rappresenta una sconfitta politica per tutti, o quasi. Sicuramente lo è per i big del Pd che il 24 aprile si erano presentati in Consiglio comunale per farsi promotori della proposta. Innanzitutto per il viceministro Bubbico, accompagnato da Speranza, che non lo aveva presentato solo come un tentativo, esprimendo “ragionevole fiducia” che il provvedimento fosse approvato. A esprimere perplessità, già in quella sede, era stato il senatore Margiotta che aveva parlato esplicitamente di “bluff”. Ma, dubbi a parte, il Pd si era mosso compatto per cercare di portare a casa il risultato. Anche il presidente Pittella si era speso a Roma su canali a lui più vicini. Un’esposizione, soprattutto quella di Bubbico, così importante da far presagire a pochi il risultato. Ci aveva creduto in primis il sindaco De Luca, altro grande sconfitto di questa vicenda. Già delle prime ore di ieri ha dovuto fare i conti con l’assalto degli ormai ex alleati. Gli rinfacciano di aver accettato “l’abbraccio mortale” con il centrosinistra, scambiando l’aiuto economico che ne sarebbe conseguito, con posti in una nuova Giunta. «De Luca smetta di credere a queste persone», commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa. «Non c’era un esponente del Pd, nei giorni passati, che non desse per fatta la modifica che ci interessava. Si è visto invece quale credibilità abbiano. Le loro assicurazioni si sono sciolte come neve al sole». Dichiarazioni però smentite da quelle del primo cittadino, che, nel pomeriggio, a margine di un convegno, ha dichiarato (box al lato) di aver ricevuto sms da Fratelli d’Italia con cui gli viene chiesto di allearsi con i pittelliani e con Falotico.
«Lo avevo detto e non perché ho la sfera di cristallo»: non ha da aggiungere molto altro rispetto a quanto va sostenendo da tempo, il consigliere d’opposizione, Michele Cannizzaro. «De Luca è stato vittima di un agguato del centrosinistra. Quello proposto da Bubbico è apparso subito con un artifizio per salvare le poltrone. Le leggi parlano chiaro. E secondo quelle in vigore, sul bilancio è stata fatta una forzatura che non poteva passare. Cosa accade ora? Dipende da quanto vorranno tirar ancora avanti questa farsa».

marlab
m.labanca@luedi.it

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