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E ora che succede?
Le tre strade possibili di Luongo

Basilicata

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POTENZA - E ora che accade? Di certo accadrà qualcosa. E’ impensabile che nel Pd si possa fare ancora “spallucce” e andare avanti come se nulla fosse accaduto. Quello che è successo è di una portata eccezionale. Il Pd ha perso le elezioni a Matera e quindi non solo perde la seconda città capoluogo ma anche la città simbolo del rilancio lucano con la vittoria di capitale europea della cultura 2019.
Ora al netto dei tatticismi e della analisi, il Partito democratico della Basilicata ha un segretario regionale che nel bene e nel male è il primo responsabile. E nel caso di Matera non lo è solo perchè segretario ma anche perchè la ricandidatura di Adduce è stata una sua scommessa.
Si aprono dunque degli scenari inediti. Annusando l’aria si può senz’altro scrivere che ci sono tre possibilità su tutte. Magari non oggi e non domani, ma comunque nell’immediato accadrà qualcosa.
La prima ipotesi, quella più formale (ma non necessariamente quella più probabile) è che Antonio Luongo decida di farsi da parte consegnando le proprie dimissioni da segretario regionale del Partito democratico della Basilicata. Ed è anche immaginabile che ci sia chi lo possa chiedere. In fondo se sul nazionale c’è chi le ha già chieste e Renzi figurarsi in Basilicata.
La seconda ipotesi invece, è che Luongo convochi una riunione dei vertici del proprio partito a stretto giro per capire il da farsi. In pratica il segretario regionale pur rimanendo leader del Pd potrebbe chiedere a tutti di condividere una nuova strada con la condivisione della sconfitta ma anche aprendo a un nuovo corso del partito. A partire dalla convocazione dell’Assemblea regionale per la nomina della segreteria regionale e di tutti gli altri organismi. Compresa la convocazione dei congressi cittadini a partire da Potenza centrale. A bene vedere potrebbe essere la soluzione più “matura”. Ma servirebbe uno scatto di lucidità politica e la condivisione larga di come procedere già da subito. Ma anche questa ipotesi se fattibile da un punto di vista teorico pare di difficile realizzazione.
Perchè, e si arriva alla terza ipotesi la sensazione è che partirà la “guerriglia” nel Pd lucano. Insomma una resa dei conti che potrebbe non risparmiare più nessun livello istituzionale. A caldo ieri nessuno si è esposto chiaramente. Tranne il capogruppo del Pd alla Regione, Roberto Cifarelli che ha chiesto un confronto a 360 gradi per evitare che il partito imploda. Ma è palpabile il nervosismo. Ciò significa che potrebbe partire la resa dei conti con i delusi di Matera alla ricerca di vendette. Magari partendo dal Consiglio regionale con un gruppo consiliare del Pd che potrebbe mostrarsi non più granitico.

s.santoro@luedi.it

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