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De Luca bussa alla porta di Pittella
«Nuovi aiuti o commissario»

Basilicata

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POTENZA - Se ci saranno le condizioni per andare avanti, la nuova manovra del Comune del capoluogo non potrà prescindere da ulteriori sacrifici. Altri tagli che potrebbero ridurre ancora servizi e posti di lavoro, più di quanto sia stato fatto fino a ora. Gli uffici comunali sono al lavoro in queste ore. Si cerca di capire dove e come decurtare ulteriormente le spese ed, eventualmente, aumentare le entrate. Ma prima che un nuovo prospetto di voci di bilancio sia pronto, bisognerà aspettare ancora. Per ora a Palazzo di Città continua a regnare l’attesa.
Le prime indicazioni per capire cosa accadrà da qui a breve, molto probabilmente, non arriveranno prima del fine settimana. Quando tutto il quadro sulla situazione finanziaria del capoluogo, ridisegnata dalla bocciatura del cosiddetto “Salva Potenza” in Consiglio dei Ministri, sarà più chiaro. E la posizione di viale Verrastro non è affatto ininfluente.
Ieri mattina il sindaco De Luca ha ufficializzato la richiesta di incontro al presidente Pittella.
Un nuovo confronto per verificare la disponibilità della Regione a rivedere la portata dei trasferimenti possibili per i due anni a venire.
«Senza un nuovo impegno di viale Verrastro - commenta il primo cittadino - non potremo mai andare avanti da soli». Gli 11 milioni di euro che la Regione precedentemente si era impegnata a garantire per il 2015 e il 2016 sono assolutamente insufficienti, per consentire il riequilibrio in due anni. Anche tenendo conto della riduzione della sanzione per lo sforamento del Patto di stabilità.
«Chiedere nuovi aiuti alla Regione è il primo e fondamentale passo da fare. Senza quelli, ce ne andiamo a caso, lasciando tutto in mano al commissario». E se proprio alla Regione non rimarrà che mettere nuovamente mano alla tasca, aumenta la consapevolezza che tra le possibilità più concrete di fonte di finanziamento ci sia il fondo royalty della ex card idrocarburi.
Nelle ultime ore è stato Nuovo centro destra, con l’intervento del senatore Guido Viceconte e il coordinatore regionale, Vincenzo Taddei, a spingere in questa direzione. Ma all’indomani, il presidente Lacorazza chiarisce: si tratta di una posizione già assunta dal Consiglio regionale, nella risoluzione adottata a margine della discussione sulla rimodulazione del fondo, dopo la sottoscrizione del preliminare d’intesa da parte del presidente Marcello Pittella e del sottosegretario del Mise, Simona Vicari. Nell’accordo è previsto che parte delle risorse che stanno per essere sbloccate a Roma (secondo quanto confermato nei giorni scorsi al tavolo romano), complessivamente 104 milioni di euro, siano destinate a un fondo per comuni e province . E la risoluzione licenziata in aula impegna la Giunta a incrementare proprio questo fondo. «La priorità è Potenza», ha voluto ribadire ieri Lacorazza per rimarcare il fatto che il Consiglio si è già mosso in questa direzione. Manca ancora una data ufficiale, ma il previsto incontro tra Pittella e De Luca servirà a chiarire anche tale aspetto.
Ma se pure dalla Regione dovesse arrivare il via libera ad altre forme di trasferimento, in modo da incrementare la somma che si è già previsto di stanziare, non tutto sarebbe risolto.
La questione è chiaramente di numeri: le eventuali nuove risorse quanto margine di manovra garantirebbero per consentire di evitare il default senza azzerare completamente i servizi? Subito dopo la verifica sui numeri, la Giunta De Luca dovrà passare a quella, non meno complessa, politica.

m.labanca@luedi.it

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