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L’Assemblea regionale convocata per il 5 luglio
Prove di declassamento della sconfitta di Matera

Basilicata

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POTENZA - Scusate, ci eravamo sbagliati. Il Pd ignora Matera e fa finta che non sia accaduto nulla.
E’ una provocazione ovviamente. Ma a leggere il comunicato ufficiale del Partito democratico della Basilicata così potrebbe apparire a qualcuno che magari torna sulla terra dopo un viaggio “interstellare” durante il quale non ha avuto notizie dalla Basilicata.
Perchè Luongo dopo il commento di martedì sulla sconfitta di Adduce a Matera ieri ha “calato” l’asso convocando l’Assemblea regionale. L’appuntamento è stato fissato per il 5 luglio prossimo. E non solo. La riunione dell’Assemblea, si legge nella nota ufficiale, è convocata per “per procedere all’elezione degli organismi dirigenti (presidente dell’assemblea regionale, Direzione regionale, Commissione di Garanzia)”. Solo dopo (almeno da quanto si legge nella nota) verrà esaminata la situazione politica dopo le recenti elezioni amministrative.
A naso sembra complicato che la questione possa essere sviluppata in quest’ordine. Perchè è immaginabile che si arriverà a quella riunione con la spinta emotiva della resa dei conti da parte di più di qualcuno. E quindi è veramente complicato che l’Assemblea dei 100 delegati - eletti nelle liste congressuale ormai quasi un anno fa - più i big di diritto si chiudano in una stanza senza che esploda il dibattito. Senza che qualcuno chieda il conto della sconfitta materana. Fosse così significherebbe che l’autolesionismo non ha più limiti.
Ovviamente è tutto frutto di una tattica. E’ iniziata una vera e propria partita a scacchi il cui esito è tutto da decifrare.
Ma lo schema luonghiano in ogni caso sembra chiaro: lui chiama il Pd al confronto con lo schematismo della ritualità. E intanto ci sono due settimane per mettere in campo tutte le diplomazie possibili sperando nel frattempo che il clima (oggi infuocato) possa stemperarsi un pò.
In ogni caso il 5 luglio prossimo è una data lontanissima. La tensione è così alta che tutto può ancora accadere nel Partito democratico di Basilicata. E non solo. Perchè fibrillazioni e tensioni sono annunciate anche a livello romano,
Intanto una tappa intermedia è fissata per il 29 giugno prossimo nell’assemblea cittadina del Pd. Anche a livello potentino la tensione è a mille. Non solo perchè molti dei protagonisti delle vicende potentine dem sono gli stessi che giocano anche sul tavolo regionale ma anche perchè tra default comunale, possibile nuova giunta con postazione contese tra le due anime del Pd e congresso cittadino troppe volte rinviato la situazione è già degenerata.
E sarà un complicato banco di prova che cade una settimana esatta prima dell’Assemblea regionale in cui è bene ribadirlo: può accadere di tutto. Perchè dopo un anno quasi (e l’ironia di Margiotta su Twitter che rimarca come per solo un mese non si festeggia giusto un anno dalla fine del congresso regionale avvenuta il 5 agosto 2014) di assenza di organismi è veramente improbabile che si possa arrivare a decidere su chi deve essere il presidente, chi il vice segretario come se intanto il Pd non avesse perso le elezioni a Matera ma anche a Corleto Perticara, Sant’Arcangelo e tanti altre storiche roccaforti dei colonnelli del partito. Poi tutto è possibile. In politica come nella vita. Ma da quanto emerge anche dai dibattiti spontanei sul web tra dirigenti del Pd la sensazione è che questa volta la miccia sia già stata accesa e non sarà facile spegnerla prima dell’esplosione. Parola che rende il senso meglio di “implosione”.

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