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L’oro nero che non si estrae
Arrivano in Basilicata altri migranti

Basilicata

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POTENZA - Il sogno rincorso per quindici anni per allestire il museo regionale dell’emigrazione “Nino Calice” si sta realizzando, nonostante le resistenze burocratiche e i tentativi messi in atto per spostarne la sede.
Per la sua realizzazione ho lavorato con tanti altri fino a pochi mesi fa, passando poi ad occuparmi della emergenza migranti su richiesta del presidente Pittella.
Oggi, anche in relazione alla richiesta di proroga contrattuale, si potranno verificare lo stato di avanzamento dell’installazione e i contenuti espositivi da implementare ulteriormente per arrivare all’apertura e alla inaugurazione. Il progetto di massima, realizzato dalla fondazione “Napoli 99” fu presentato nel 2010 a Santiago del Cile nel corso della forum dei giovani lucani.
Alla ideazione ha partecipato, gratuitamente, Gian Antonio Stella, editorialista, scrittore e grande esperto delle migrazioni. Esprimo dunque grande soddisfazione per l’allestimento della struttura, proposta da noi nel 1999 con un un ddl, che prevedeva anche la istituzione della “Giornata dei lucani nel mondo” e “l’adozione della bandiera della regione”.
La proposta di legge regionale fu subito accolta dalla giunta Dinardo e votata dal consiglio. Con successivi provvedimenti della Commissione Lucani all’estero del 2008 e quelli successivi della giunta De Filippo e degli organismi del Centro Calice si costruì il lungo percorso scandito dai procedimenti amministrativi e dalla ricerca dei materiali e della documentazione necessaria con il sostegno delle associazioni e delle federazioni dei migranti lucani.
Ora che siamo non lontani dall’apertura del museo desidero ringraziare Angelo Raffaele Rinaldi e Vito Marsico per aver sbloccato alcuni atti amministrativi rimasti fermi per mesi per inerzia di altri. Uno speciale saluto alla rup Anna Abate, per la serietà e la costante attenzione rivolta al progetto che è maturato anche con il contributo della “Coop. Il castello” che, senza oneri, ha lavorato per sostenere l’intervento.
Il risultato conseguito si deve inoltre all’impegno dei dirigenti e funzionari della Crle e della presidenza della giunta. Non ultimo il ringraziamento all’azienda che si è assicurata l’appalto di allestimento e della prima fase di gestione.
In un particolare momento della storia italiana legata alle migrazioni, che vede la Giunta Pittella in fila per accogliere i migranti, a partire dai profughi, occorre ragionare attorno alla necessità di documentare la storia della immigrazione in Basilicata, così come è stato fatto in altre regioni a partire dal museo di Genova.
Intrecciare le storie di emigrati e immigrati, specie in questa fase, recuperando la memoria e la documentazione serve a combattere la smemoratezza, il razzismo e la disinformazione.
In questo contesto va recuperata la proposta a suo tempo avanzata dai dirigenti del “Galata” di Genova per la realizzazione di rete-circuito con altre istituzioni italiane e straniere.
Il terreno è stato seminato; occorre adesso lavorare per un museo vivo che recuperi, per la piena attuazione del progetto, la banca dati della misura "A.d.e.l.m.o" - Archivio Digitale Emigrati Lucani nel Modo - prodotto dal Ministero dei Beni culturali e dalla Deputazione lucana di storia patria. Si tratta di un patrimonio di circa 100.000 dati e documenti, compresi oltre 20.000 passaporti. La banca dati va resa fruibile on line dagli utenti nel dominio del museo.
La banca dati va completata per arrivare a 50.000 passaporti. Lo stesso vale per il progetto dati in fase di realizzazione. Va esposto il prezioso materiale del grande fotografo Ron Galella e del pittore Thomas di Taranto donato a suo tempo e utilizzata la documentazione di film, cartacea e radiofonica conservata nell’archivio della regione.
Attenzione particolare andrebbe riservata alla fase gestionale, per evitare che si ripeta quanto accaduto per la mostra di Federico II: caduta del numero dei visitatori e guasti alle attrezzature allestite.
In ultimo, in vista della inaugurazione, che dovrà avere uno spessore internazionale, occorre lavorare per una presenza dei vertici dello Stato (la presidente della Camera sarà in Basilicata nelle prossime settimane per apprezzare le politiche di accoglienza della regione) e del presidente emerito Giorgio Napolitano che aveva già espresso la volontà di ricordare Nino Calice a cui era molto legato.
In questa circostanza, questa volta sarà necessario invitare Gian Antonio Stella, Mirella Baracco e tutto il gruppo che ha predisposto il progetto. Senza di loro non ci sarebbe il museo.

* Coordinamento migranti Regione Basilicata

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