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Corsa a due tra Vita e Musacchio
per la poltrona di Acquedotto Lucano

Basilicata

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Mancano pochissime ore alla chiusura dei termini per la presentazione delle domande alla carica di amministratore unico dell’Acquedotto lucano. Fino alle 18 di oggi pomeriggio i soci (raccolto almeno il 4,6 per cento di azioni) possono ancora recarsi alla sede di Al spa e presentare altri candidati.
Ma i giochi sembrano ormai chiusi. E si va verso l’ennesima prova di forza di Marcello Pittella che nella logica della totale discontinuità avrebbe pure cambiato la prassi tenuta finora dai suoi predecessori.
Ci sono due candidati. Si tratta di Michele Vita e di Giuseppe Musacchio. Nessuno dei due candidati però è stato presentato dall’ente Regione che pure detiene il 49 per cento delle azioni di Al spa.
In passato quando furono designati i vertici del massimo ente pubblico regionale il nome vincente fu sempre indicato ufficialmente dalla Regione e quindi dagli allora governatori. Fu così per Santochirico la cui candidatura fu presentata dalla giunta regionale guidata da Filippo Bubbico. E fu così anche per Egidio Mitidieri e poi per Rosa Gentile entrambi candidati dalla Regione guidata dall’allora presidente della giunta De Filippo.
Questa volta la Regione non ha presentato un proprio nome. I due candidati al ruolo di amministratore unico di Acquedotto lucano sono stati presentati da cordate di sindaci.
In particolare Giuseppe Musacchio (attuale commissario dei Consorzi di bonifica) è stato candidato tra gli altri dai sindaci dei comuni di Melfi, Maratea, Pietragalla, Oppido Lucano e Montalbano Jonico). Di riffa o di raffa c’è però una fortissima compenente pittelliana con l’area Luongo - Cuperlo messa all’angolo.
Lo stesso vale anche per il candidato Michele Vita (in carica ancora alla Società energetica lucana) che è stato presentato da un’altra cordata di sindaci ancora più evidentemente espressione renziana - pittelliana. Tra i Comuni che hanno sottoscritto la candidatura di Vita ci sono Lauria, Senise, Corleto Perticara, Marsico Nuovo e Chiaromonte). Entrambe le candidature hanno alle spalle una quota azionaria superiore al 5 per cento. Per la cronaca: le azioni di Al spa sono divise tra Regione che detiene il 49 per cento e comuni lucani che a vario livello detengono l’altro 51 per cento. Una volta chiuse le candidature alla prima assemblea utile dei soci (prevista per il 3 luglio prossimo) ci sarà la votazione. Ogni comune esprimerà un voto pari al proprio valore azionario. Insomma la Regione con il 49 per cento è più che determinante visto che i Comuni dovrebbero compattarsi e andare contro la Regione per riuscire a superare il 50 per cento: è fantascienza.
Come già detto, tranne candidature dell’ultimo momento (in ogni caso va superato il 4,6 per cento) che al momento non sono sono previste la partita sarà tra Vita e Musacchio. Non ci sono ancora indicazioni sul futuro vincitore tra i due, anche se i bene informati parlano di un Vita comunque favorito ma legato a quanto deciderà il Consiglio regionale odierno sull’Egrib. Se il super-ente per la gestione delle risorse idriche e dei rifiuti della Basilicata verrà istituito allora Vita potrebbe essere il prescelto mentre Musacchio andrebbe automaticamente ad Al spa. Ma non è detto e oltretutto non è chiaro ancora se l’Egrib nascerà oggi o se il “battesimo” verrà di nuovo rinviato.
In ogni caso la questione ha delle letture politiche. Invitabile. La nomina dell’amministratore unico dell’Acquedotto lucano verrà ufficializzata il 3 luglio e cioè due giorni prima della resa dei conti del Pd lucano nell’Assemblea convocata da Antonio Luogo dopo la sconfitta di Matera. L’Acquedotto lucano vale un assessorato a occhio e croce. Pittella si è portato già in vantaggio con il piglio del decisionista in nome del rinnovamento. Nella sostanza Al spa non sarà più “feudo” di Vito De Filippo e Vincenzo Folino: Rosa gentile e Gerardo Marotta infatti hanno già fatto i “bagagli”. Marcello Pittella avrebbe tuonato sulla necessaria discontinuità anche quando Luongo stesso avrebbe (secondo le autorevoli fonti) proposto al governatore il nome di Marotta che però è in Al dai tempi di Santochirico e Bubbico. Insomma per il momento vince (sempre) Pittella.
sal.san.

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