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Cifarelli fa sul serio
in vista dell'Assemblea Pd

Basilicata

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Se è vero che due indizi fanno una prova allora vuol dire che Cifarelli ha iniziato a fare sul serio. Perchè al netto del merito non c’è dubbio che una nota a firma del capogruppo del Pd in cui si afferma che “ci sono le condizioni per impugnare il decreto attuativo del Governo Renzi” vuol dire per lo meno superare “a sinistra” il presidente della Regione e volersi far inseguire su una strada che rischia di essere impervia per il governatore lucano renziano.
Magari sono solo retropensieri. Ma la nota (che pare non essere stata concertata con lo stesso Pittella) inviata da Cifarelli fa comunque venire in mente le parole dello stesso capogruppo in aula del Consiglio regionale quando - intervenendo nel dibattito dopo la relazione sui migranti del presidente della giunta (del suo stesso partito, è bene ricordarlo) - invitò il governatore a essere più trasparente.

Ora se non fosse che Cifarelli è adduciano e che subito dopo la sconfitta al ballottaggio di Matera rilasciò dichiarazioni di guerra avvertendo che l’implosione del Pd avrebbe interessato anche tutti i livelli istituzionali (Regione compresa evidentemente) la questione potrebbe essere inserita in naturali dialettiche interne alle correnti che esistono nel Pd. Tanto più che la resa dei conti nel partito annunciata per il prossimo 5 luglio con lo svolgimento dell’Assemblea regionale si avvicina. In ogni caso è chiaro che il “tema” petrolio ed estrazioni è delicato per la Basilicata e per chi la governa. L’opinione pubblica è facilmente “infiammabile”. In ogni caso questa è la lettura politica.
Ma c’è anche tutta la parte che si sviluppa in leggi, decreti attuativi e motivazioni. Insomma la parte tecnica. Restando a questa nella nota del capogruppo del Pd Cifarelli dopo la parte riepilogativa dei motivi che indussero il Pd lucano a non impugnare lo Sblocca Italia (a fine 2014) si legge la parte riferita all’oggi con il nodo che è diventato il decreto attuativo approvato dal Mise lo scorso mese di maggio.

In particolare Cifarelli avverte: «All’indomani del rinvio alla prossima seduta del Consiglio regionale (in programma martedì 30 giugno nel pomeriggio) della discussione della mozione proposta dai consiglieri Mollica e Romaniello sulla questione, Cifarelli osserva che, “come era purtroppo immaginabile, e come da più parti si è osservato, la vicenda dello Sblocca Italia non è chiusa. Ci troviamo di fronte ad una delle questioni più delicate nel rapporto fra lo Stato e le Regioni. Essa può risolversi, come nel passato, soprattutto grazie all’autorevolezza della classe dirigente che deve sapersi misurare sull’equilibrio fra interesse strategico nazionale e interessi del territorio, tra opportunità economiche e di sviluppo e tutela dell'ambiente e della salute».

«Non c’è dubbio che in questi anni ci sono stati limiti – afferma ancora Cifarelli -, e che occorre riflettere sulle reali ricadute economiche delle attività petrolifere e su come migliorare le attività di protezione dell’ambiente e di tutela della salute. Ed è per questo che il dibattito nei mesi scorsi è stato molto difficile. Ma oggi, dopo l’approvazione della legge Sblocca Italia, siamo ad uno snodo fondamentale ed occorre ribadire, nero su bianco, che se attraverso i provvedimenti attuativi dovessero essere messe ulteriormente in discussione le prerogative delle Regioni, bisogna mettere in atto tutte le azioni di contrasto, come d'altra parte ha fatto lo stesso governo nazionale impugnando la norma approvata dal Consiglio regionale sulla partecipazione dei Comuni e del territorio ai procedimenti per il rilascio delle intese istituzionali».

Insomma dopo aver rinviato la “patata bollente” martedì scorso ora la questione torna in aula a distanza di una settimana. Sicuramente (o almeno altamente probabile) nel frattempo Marcello Pittella porterà notizie da Roma intanto dalla Regione Puglia arriva una notizia che comunque fa assumere alla vicenda una connotazione tutta politica. Nichi Vendola come ultimo atto da governatore pugliese (gli subentra Michele Emiliano del Pd che pure ha già anticipato di essere in linea con il suo predecessore sulla materia petrolifera) ha appunto approvato l’impugnazione del decreto del Mise. Lo stesso di cui parla Cifarelli. E forse gli indizi diventano tre. Con Cifarelli che sarà pure alle kermesse di Speranza a Roma.

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