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Lamezia, bagarre per il presidente del Consiglio
La maggioranza lacerata nella prima riunione

Calabria

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LAMEZIA TERME - Francesco De Sarro, 25 anni, è il nuovo presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme. Il più giovane che la città della piana abbia avuto nei suoi 40 anni di vita istituzionale. Hanno votato per lui quindici consiglieri della maggioranza, il sindaco Mascaro ed i tre eletti nella lista Ruberto. Scheda bianca invece per il centrosinistra, mentre Gianturco ha scritto il suo nome. 

In tutto 19 voti a favore su 25. Ad affiancarlo sarà Giuseppe Paladino nel ruolo di vice, eletto con 23 voti su 25, grazie al sostegno unanime della minoranza. Si è conclusa così una lunghissima giornata, iniziata e proseguita malissimo per il centrodestra, letteralmente frantumato come nessuno poteva immaginare. Ci sono volute infatti sette votazioni, tre sospensioni e quasi dieci ore di consiglio perché la maggioranza trovasse la quadra attorno al giovane esponente di Forza Italia e il più votato consigliere comunale (931 voti).

LA GIUNTA NOMINATA DA MASCARO E LE FOTO DEGLI ASSESSORI

Bastava guardare l’atteggiamento tenuto dal sindaco per comprendere a pieno il senso dell’andamento dei lavori. Terreo in volto, è intervenuto due volte soltanto, ed in entrambi i casi per bacchettare pesantemente le forze politiche che lo sostengono. Un dato politico che non sfugge a nessuno. Paolo Mascaro è stato durissimo con i suoi consiglieri, e li ha avvertiti senza giri di parole: «immaginare che sarò prigioniero di ricatti, vuol dire non aver capito che io non sono qui per la poltrona. O lavoriamo nell’interesse di questa città o me ne vado a casa senza pensarci un attimo. Saranno poi i cittadini a giudicare». 

E d’altra parte la piega della giornata avrebbe fatto perdere la pazienza anche ad un santo. Il centrodestra si è presentato alle dieci di mattina senza una soluzione unitaria. Tre i candidati in lizza: Luigi Muraca, figura di esperienza ed apprezzato dall’opposizione, Salvatore De Biase, vulcanico esponente di Forza Italia e l’altra azzurra Carolina Caruso. La via crucis della maggioranza è iniziata con due votazioni a vuoto, poi la prima sospensione ed altre due conte senza risultato. Quindi quella che avrebbe dovuto essere l’interruzione definitiva. 

La maggioranza si riunisce con Mascaro, che fino ad allora aveva dato libero mandato ai suoi consiglieri di autodeterminarsi, e trova la soluzione unitaria: Luigi Muraca fa un passo indietro e De Biase viene indicato come candidato unico. Anche in virtù di un riequilibrio di rappresentanza tra le forze della coalizione. Tutti compatti dunque, tranne Carolina Caruso, che mantiene la sua candidatura. Ed è a questo punto che accade l’imprevedibile: mancano sei voti alla maggioranza, che si spacca ancora una volta. Il primo cittadino va su tutte le furie ed attacca a testa bassa: «stiamo offrendo uno spettacolo indegno. Se questa assise non è in grado di lavorare è bene che cessi immediatamente le sue funzioni». E rivolto ai suoi: «non c’è alcuna dignità nel rimangiarsi la parola data qualche minuto prima alla presenza di tutti». 

Quindi la mano tesa all’opposizione: «sono pronto a sostenere un vostro nome, vista la situazione grottesca che si è venuta a creare». Una posizione mai tenuta prima da nessun sindaco, che però evidentemente ha sortito il suo effetto, dato che, dopo la terza sospensione, finalmente arriva la fumata bianca. Alla ripresa dei lavori, Salvatore De Biase e Carolina Caruso ritirano la candidatura e si spiana la strada per la presidenza De Sarro. Mascaro porta dunque a casa il risultato, ma la prima seduta della sua era resterà negli annali, con conseguenze che oggi non è ancora possibile prevedere.

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