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Pd, inizia la settimana della verità
Le correnti dem si sfideranno punto su punto

Basilicata

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POTENZA - I nodi arrivano al pettine. Si inizia oggi alle 16 all’Hotel Vittoria e si chiude domenica mattina allo stesso posto: i sette giorni che potrebbero cambiare il Partito democratico della Basilicata e in fondo tutto il centrosinistra regionale.
Nel Partito regione (o quello che ne è rimasto) in una settimana si gioca una delicatissima partita sulla leadership. Si parte con l’assemblea cittadina di Potenza e si conclude con quella regionale. In mezzo, domani, alla Regione arriva il momento di discutere dell’impugnativa contro il decreto attuativo dell’articolo 38 dello “Slocca Italia”. Insomma ritorna nell’aula del Consiglio la questione petrolio “incastrata” tra una riunione che si annuncia densa di polemiche e un’altra che potrebbe addirittura essere drammatica.
Il Partito democratico lucano in pratica non si fa mancare nulla. E le tre vicende sono legate. Inutile tentare di far credere che non sia così.
Per la precisione la questione dell’impugnativa al decreto attuativo è stata trascinata in Consiglio regionale in primis dal consigliere regionale Franco Mollica dell’Udc (non del Pd quindi). Come Gianni Perrino e Giannino Romaniello che pure hanno sollevato già la questione a più riprese. Il tema però è diventato “scottante” per il Pd: il capogruppo dem alla Regione, Roberto Cifarelli (adduciano e componente della sinistra dem) ha fatto proprio il tema proposto da Mollica rilanciando sull’opportunità di valutare con attenzione la possibilità di impugnare il decreto del Governo Renzi «perchè - così ha scritto nel comunicato di giovedì - lo Sblocca Italia è ancora un tema aperto».
Non può sfuggire che il tema rientra “mani e piedi” nella partita a scacchi che si gioca tra renziani - pittelliani e chi non lo è. Poi che le ragioni tecniche e le problematicità giuridiche esistano davvero sulla materia petrolifera non c’è dubbio. In tale contesto pare (secondo autorevolissime fonti) che il presidente della Regione dopo aver valutato la vicenda anche su tavoli romani sia disponibile a percorrere la strada del ricorso o meglio dell’impugnazione del decreto. Anche qui la volontà di non farsi mettere in un angolo dall’altra parte del Pd potrebbe giocare un ruolo non marginale.
Detto questo però ci sono i due appuntamenti politici. Il primo oggi inizia con una certezza: Giampiero Iudicello è sotto attacco. Tranne Luongo e Speranza (con la posizione dei defilippiani ancora non chiara) tutti gli altri big ne chiedono le dimissioni. Lui potrebbe presentarsi già dimissionario all’inizio dei lavori. Non fosse così si potrebbe giocare la partita della convocazione ufficiale del congresso cittadino per smussare gli angoli. Ma difficilmente potrebbe bastare. Di certo la riunione odierna è complessa: non a caso in una nota ufficiale il segretario regionale Antonio Luongo ha annunciato la sua presenza. Possibile che si tenti una mediazione con dimissioni finali allo scopo di placare gli animi e consegnare ai prossimi appuntamenti un Pd meno litigioso. Da ambienti vicini al senatore Salvatore Margiotta però hanno già fatto sapere che le due assemblee sono slegate e che che qualsiasi decisione odierna non sarebbe “terapeutica” per la delicata questione che riguarda la segreteria regionale dopo la sconfitta di Matera.
Insomma tutto è ancora da scrivere. Di certo la tensione tra le due macro aree politiche del Pd lucano è alle stelle.
La fotografia plastica del clima di duello è offerta dai due sfidanti di sempre. Lo stesso Margiotta e il presidente del Consiglio regionale Lacorazza che sui social network nelle scorse ore hanno continuato a “punzecchiarsi” dopo lo scontro avvenuto su Twitter già sabato a margine della kermesse nazionale della minoranza dem guidata da Roberto Speranza.
La sensazione? Ne vedremo delle belle.

 

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