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Rimborsopoli, partono gli interrogatori
Oggi De Gaetano sarà sentito dal gip

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Davanti ai pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Reggio Calabria erano già sfilati in qualità di persone informate sui fatti (LEGGI L'INCHIESTA). Oggi, invece, ci ritorneranno nella veste di indagati nell’ambito dell’inchiesta “Erga omnes”: il lavoro investigativo della Guardia di finanza di Reggio Calabria che ha portato alla luce la “Rimborsopoli” in Consiglio regionale, agli arresti domiciliari per Antonino De Gaetano, Luigi Fedele e Giovanni Bilardi (per il quale la richiesta sarà vagliata dalla giunta per le autorizzazioni del Senato) e al divieto di dimora in Calabria per Nicola Adamo, Pasquale Maria Tripodi, Alfonso Dattolo, Giovanni Nucera e Carmelo Trapani.

IL PROGETTO DI OLIVERIO E LE CRITICHE AL PD

Partiranno, infatti, oggi davanti al gip di Reggio Calabria i primi interrogatori dei politici coinvolti nell'inchiesta “Erga omnes”, il ciclone giudiziario che ha travolto la Regione colpendo molti ex consiglieri della passata legislatura.

L'EX MINISTRO LANZETTA CRITICA OLIVERIO DOPO L'INCHIESTA

Oggi, quindi, l’assessore regionale ai Trasporti Nino De Gaetano avrà modo di spiegare le proprie ragioni al giudice per le indagini preliminari Olga Tarzia. Sotto la lente d’ingrandimento dell’ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza e del sostituto Matteo Centini, fra le altre cose, è finito in particolare il periodo in cui De Gaetano stato quello da tesoriere e capogruppo della Federazione della sinistra, dal maggio 2010 al dicembre 2011. 

I RIMBORSI DEI CONSIGLIERI CONTESTATI NELL'INCHIESTA

Un periodo breve, ma durante il quale l'assessore dimissionario, stando alle accuse, si sarebbe appropriato solo nell'anno 2010 di 79.905,42 euro in contanti, mediante indebiti e ingiustificati prelievi dal conto corrente intestato al gruppo consiliare, più 160.713,10 euro euro chiesti e ottenuti a titolo di rimborso per spese non rimborsabili, mentre nel 2011 avrebbe accumulato un tesoretto di 95.730 euro grazie a prelievi bancomat privi di giustificazione, più 74.239,97 euro a titolo di rimborso per spese considerate dagli inquirenti private o non rimborsabili.

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