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Pd, archiviato il secondo nodo delicato
si continuano a scavare le trincee

Basilicata

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POTENZA - E ora che accadrà nell’assemblea regionale del Pd lucano di domenica? E’ questo il quesito che tiene banco maggiormente nei corridoi del Consiglio regionale. Altro che impugnativa o bilancio dell’Ater...
Perchè dopo la riunione dell’Attivo cittadino di lunedi scorso i dubbi sull’esito del confronto (scontro) tra big regionale annunciato per domenica mattina si sono moltiplicati. La sensazione è che si farà sul serio. Insomma il Partito democratico della Basilicata è arrivato alla resa dei conti.
I vecchi schemi sono saltati. Inutile girarci intorno. Ma a tutti i livelli. Il sì a impugnare il decreto attuativo dell’articolo 38 dello Sblocca Italia è un segnale evidente in tal senso. La “tregua” degli scorsi mesi è saltata. E quindi ogni cosa, anche il più semplice dei passaggi deve essere ponderato. Di questo ne ha consapevolezza Pittella che sull’impugnativa non ha alzato muri. Ha assorbito il colpo ma senza mostrare particolare preoccupazione.
E anche sull’Arpab alla fine la scelta prendere altro tempo ma evitando di ricorrere all’escamotage della mancanza di numero legale di consiglieri in aula è il segnale chiaro che si fa sul serio e che è arrivato il momento di guardarsi negli occhi su qualsiasi cosa.
Insomma è finito il tempo della tattica. Ora si gioca veramente. Quello che è accaduto lunedì sera all’Hotel Vittoria ne è l’esempio più evidente: prima è stato “processato” Iudicello reo secondo la stragrande maggioranza dei presenti alla riunione di aver gestito il Pd cittadino nell’ultimo anno e mezzo in maniera personale e poi di non aver preso atto dei fallimenti a partire dallo sconfitta di Potenza città. Iudicello ha tentato la difesa spiegando le ragioni di una “crisi” più collettiva e anche Luongo ha tentato (per insistenza di Speranza pare) di difenderlo. In altri tempi si sarebbe nascosta la polvere sotto il tappeto. Ma evidentemente il tappeto è diventato troppo piccolo.
In questa logica quello che può succedere domenica non lo sanno nemmeno i protagonisti stessi. Non lo sa Luongo. Non lo sa Pittella. Non lo sa nessuno.
Ci sono ipotesi e consigli. Questo sì. E in tal senso pare che ci sia chi consiglia a Luongo di presentarsi dimissionario per poi giocarsi la riconferma con la relazione e il dibattito. Ma basterebbe? In questo contesto onestamente non è nemmeno detto. In altri tempi sarebbe stata scontata la riconferma con qualcuno che gli avrebbe chiesto di ritirare le dimissioni. Ma domenica? Non si sa. Sarà una sorta di roulette politica.

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