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Rimborsopoli, Guerini chiede a Scalzo di dimettersi
Il presidente: «Pronto per favorire il rilancio»

Calabria

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CATANZARO – In un faccia a faccia franco Lorenzo Guerini ha spiegato ad Antonio Scalzo che per dare un segnale politico di rottura in Calabria le sue dimissioni sono ineludibili perché la questione è politica e non attiene la gravità delle accuse di peculato e falso mosse della magistratura sul caso rimborsopoli a lui e alle altre 26 persone e nemmeno la circostanza che nel suo caso c'è un processo a carico per i concorsi all'Arpacal. Quindi Guerini si aspetta un gesto di generosità nelle prossime ore da Scalzo con l'annuncio e la formalizzazione delle dimissioni. 

LE DIVISIONI NEL PD E LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DI SCALZO

Al vicesegretario nazionale del Pd, che il giorno prima aveva fatto il punto con il presidente Mario Oliverio e il segretario regionale Ernesto Magorno, dai renziani è arrivata la richiesta di azzerare tutte le cariche delle persone indagate per dare un segnale forte all'opinione pubblica indignata per le accuse mosse dalla procura di Reggio Calabria. Guerini ha avuto tutti gli elementi per valutare e giungere alla conclusione. Del resto sono stati proprio i renziani a chiede l'azzeramento di tutta la giunta e gli assessori Guccione e Ciconte hanno chiesto che la “rottamazione politica” deve essere per tutti e non solo per loro due. Inoltre a nulla valgono le tesi di chi dice che Scalzo è stato eletto dai consiglieri, perché la verità è che è stato indicato dalla segreteria nazionale e regionale e imposto ai consiglieri regionali del centrosinistra alla presidenza del consiglio regionale. 

NICOLA ADAMO DAVANTI AI GIUDICI E DATTOLO NON RISPONDE AI GIUDICI

Quindi il capitolo è chiuso? Non ancora perché le resistenze non mancano. Ieri Scalzo ha partecipato a Roma ad una riunione dei renziani organizzata da Ernesto Magorno, c'erano tra gli altri Gianluca Callipo, Franco Laratta, Mimmo Bevacqua, Stefania Covello e per una volta la discussione non è stata sui posti da prendere ma su quelli da lasciare. Durante la discussione si è convenuto che dovesse essere il vicesegretario nazionale a spiegare a Scalzo le ragioni politiche delle sue dimissioni e c'è stato il faccia a faccia al Nazareno. 

IL RICHIAMO DEI VESCOVI ALLA POLITICA CALABRESE

Il portavoce di Scalzo in serata ha diffuso una nota per spiegare che «Si è trattato di un colloquio costruttivo nel corso del quale il presidente Scalzo, nell’esaminare la difficile situazione che si è venuta a determinare in Calabria, ha espresso al vicesegretario la sua piena disponibilità politica a ricercare ogni più utile decisione al fine di favorire il rilancio dell’iniziativa politico-istituzionale calabrese». I due hanno convenuto come la priorità politica oggi sia il varo delle nuova giunta “in linea con le esigenze di buon governo, innovazione, sviluppo socio-economico e riforma della politica fortemente avvertite dai cittadini calabresi”. 

L'ELENCO COMPLETO DELLE PERSONE COINVOLTE E I BENI SEQUESTRATI

E Mario Oliverio sta lavorando alla giunta; sono partiti i contatti per chiedere la disponibilità ad un eventuale ingresso in giunta. Si tratta non solo di professori universitari ma anche personalità calabresi che si sono affermate nella società. Il cerchio ancora non è stato chiuso ma c'è molto riserbo nelle trattative.

 

Intanto, l'ex ministro Maria Carmela Lanzetta ha diffuso una lunga lettera aperta inviata al vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini per chiedere l’azzeramento della legislatura e non della giunta regionale: «Dobbiamo tornare a votare, come sento dire ogni giorno dai cittadini - spiega Lanzetta - perché le condizioni sono cambiate rispetto alle dichiarazioni e alle buone intenzioni della prima elezione».

L’ex ministro ricorda a Guerini: «Quelle poche volte che ci siamo visti  ho cercato di spiegarti  il pericolo che correva la Calabria con una giunta già indagata. Mi chiedo: ma come fai a dare ancora ascolto a chi ti ha fatto credere di essere   nel giusto e poi ha fallito?  Come fai a dare ancora ascolto a chi ti dice che vuole fare una giunta di “alto profilo” (ma cosa significa?) e  afferma che “nella mia giunta ci saranno forze che non hanno avuto nel passato responsabilità politiche e di governo"? A rigor di logica non dovrebbe farne parte per prima il presidente, o no? Ma hai sentito cosa stanno dicendo la Società Civile calabrese e la Chiesa? Certo, non puoi saperlo, perché sei troppo impegnato ad ascoltare chi queste cose non vuole fartele sentire dal vivo. Prova a farti un giro tra la gente, liberati dall’abbraccio soffocante dei dirigenti del partito e ti convincerai che le cose non stanno come te le stanno raccontando». 

 

 

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