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Il sindaco di Policoro ha cominciato lo sciopero della fame
La protesta contro le trivelle previste nel Mar Jonio

Basilicata

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POLICORO – Nella mattinata di ieri il primo cittadino di Policoro, Rocco Leone (centro-destra), ha iniziato lo sciopero della fame contro la possibilità, sempre più concreta, che anche il mar Jonio venga trivellato dalle compagnie petrolifere. Così in una conferenza stampa ha illustrato il perché di questa sua protesta estrema: “Quella delle trivellazioni è una questione importante, più importante delle scorie. Perché, mentre queste ultime sarebbero state messe in sicurezza, le perforazioni sono in mare aperto… non siamo d’accordo sul fatto che questi governi nazionali vogliano profanare il territorio. No allo sviluppo dall’alto, che è già fallito basti vedere la Valbasento e l’Ilva, ma lo sviluppo deve essere una prerogativa dei territori e di chi li amministra”.
Leone chiama in causa anche Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente con delega al mare: “Devo dare atto all’assessore regionale Aldo Berlinguer di avermi fatto incontrare con la Velo e devo dire che la stessa ha affrontato con superficialità il problema in quanto non conosce il territorio e dove si trova. Inoltre si è giustificata sostenendo che l’autorizzazione è stata data dal ministero dello Sviluppo economico. La prima autorizzazione è già stata firmata e ora sarebbero pronti altri 10 permessi di ricerca nello Jonio”.
Leone critica le perforazioni anche da un punto di vista del metodo: “Dovete sapere – spiega – che la tecnica utilizzata è quella dell’air gun: ovvero si spara sott’acqua con una pressione altissima con grave danno per la fauna e la flora marine. Questa tecnica in una proposta di legge al Senato era stata considerata reato, però poi alla Camera gli altri reati sono stati confermati mentre guarda caso l’air gun è stata stralciata”.
Anche per tenere alta l’attenzione su queste tematiche, il primo cittadino di Policoro ha deciso di dare vita a questa forma di protesta che fa già rumore: “Con lo sciopero della fame chiedo ai parlamentari tutti il ripristino del reato ambientale dell’air gun. E la pericolosità di questa tecnica mi è stata confermata, anche se in silenzio, dal sottosegretario calabrese Silvio Greco che forse non ha avuto però il coraggio di dirlo agli altri suoi partner di governo”.
Insieme a Leone, ieri mattina, anche Salvatore Lorusso in qualità di presidente dell’associazione Policoro turistica: “L’estrazione del petrolio è una violenza al territorio – ha detto –, opprime il turismo e rappresenta una forma di sviluppo obsoleta. Oggi ci sono le fonti alternative”.
Sulla stessa scia anche l'ex presidente del consiglio comunale della città di Policoro, Giuseppe Callà, che si associa alla protesta del sindaco Leone: “Condivido la decisione dell'uomo prima e del politico poi di intraprendere lo sciopero della fame come gesto politico eclatante che serve a mobilitare le coscienze dei cittadini contro le istituzioni insensibili alla tutela e salvaguardia delle peculiarità turistiche, ambientali e agricole della costa jonica”.

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