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L'EDITORIALE
Quanta ipocrisia sulle royalty a Potenza

Basilicata

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La discussione sul bilancio di Potenza sta facendo riemergere le contraddizioni - e sarebbe meglio chiamarle ipocrisie - attorno a una risorsa fondamentale ma non inesauribile della Basilicata, il petrolio. Le contraddizioni sono dentro e fuori il Pd, dentro e fuori quel che resta del centrodestra e dei suoi nuovi Rivoli.

Dobbiamo metterci d'accordo su un presupposto fondamentale: il petrolio è o non è una risorsa? Se lo è al punto da invocarne la destinazione delle royalty per la salvezza del capoluogo, bisogna pure evitare poi di estremizzare le proteste che spesso diventano una farsa come quella che sta facendo il sindaco di Policoro con lo sciopero della fame contro le esplorazioni in mare. Non c'è la facciamo più ad assistere ad incatenamenti e scioperi della fame che non servono a niente, neppure ad attirare attenzione sul protagonismo di chi li fa.

Abbiamo bisogno di politiche concordate e intelligenti e soprattutto severe nel controllo dei risultati. Potenza, per tornare al capoluogo.

Il problema vero non è dare royalty che vengono sottratte ai lucani. Come se stessero scippando soldi che i lucani avrebbero utilizzato per andare in crociera. Qualunque impiego di danaro pubblico è della collettività. Sicuramente è un dato che questi soldi sono sempre impiegati per sanare buchi e disavanzi. Il punto vero è chiedersi: ammesso che ci sia la possibilità di trasferirli al bilancio di Potenza, come saranno impiegati?

Con quale progetto, quale politica di rigore, quale impegno politico? In quest'anno di centrodestra abbiamo visto solo tagli indiscriminati senza la costruzione di un bel niente. Neppure un'idea. A parte l'altalena di alleanze politiche che ha spinto il sindaco De Luca nelle braccia ora di questo ora di quello a seconda della convenienza. Fa specie pure sentire altri sindaci irrigidirsi sul no all'aiuto a Potenza. Il comune di Melfi gode dei vantaggi dell'area industriale, Viggiano per la ricchezza del sottosuolo. 

Quindi i rispettivi sindaci saranno pure buoni amministratori ma devono anche ringraziare le circostanze. I soldi pubblici (che non sono i soldi di Pittella) servono per la comunità. Intervenire sul dissesto di Potenza, se ci sono le condizioni, è giusto.

Ma le regole alle quali questa amministrazione deve essere sottoposta dovranno essere rigidissime, a iniziare dai tagli da farsi con criterio, di sicuro non sugli asili nido. Insomma bisogna commissariare Potenza con un controllo asfissiante sull'attività amministrativa. Occorre una tregua, politicamente questa amministrazione ha combinato solo pasticci.

Si può fare una tregua in nome di una tutela forzata e necessaria che Pittella dovrà affidare a una figura super partes? O per qualcuno è un deficit di democrazia? Se la sente De Luca?
E Il sindaco di Policoro può recuperare la serietà di un amministratore pubblico spiegando cosa non condivide della strategia delle tre regioni contro le trivelle nello Jonio e impegnandosi piuttosto in un'azione di lobbing col ministero?

O pensa che al ministero si inteneriscono pensando che possa morire di fame? Così vogliamo affrontare la questione petrolio in Basilicata?

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