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Dopo tante parole ora si passa ai fatti
Il Pd alla resa dei conti

Basilicata

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POTENZA - Può accadere tutto e il contrario di tutto. E’ arrivato il giorno della verità. Dalle 9 e 30 presso l’Hotel Vittoria parte la riunione dell’Assemblea regionale del Partito democratico. Un appuntamento decisivo per le sorti del Partito Regione o meglio di quello che ne è rimasto. Si arriva alla resa dei conti in una clima di grande tensione. Tutto però è legato alla strategia con la quale Antonio Luongo si presenterà. Potrebbe presentarsi dimissionario chiedendo quindi all’Assemblea di decidere cosa fare. Di solito è il metodo più collaudato per farsi riconfermare la fiducia. Ma probabilmente non oggi. Più facile che i renziani - pittelliani a qual punto possano chiedere il rinvio del dibattito dell’Assemblea a data da destinarsi lasciando di fatto il segretario Luongo in una condizione di estrema debolezza. Ma non è detto. Potrebbe anche andare in scena invece un dibattito dagli esiti drammatici. Lo stesso se invece Luongo dovesse aprire la decidiva riunione regionale con il piglio della battaglia e attaccare Marcello Pittella. In quel caso davvero potrebbe accadere di tutto anche perchè pure le “colombe” renziane in qual caso potrebbe scattare in piedi. In ogni caso non sarà la solita riunione. E’ chiaro a tutti. In tutto questo si è delineato un campo con falchi e colombe sia in un’area che in altra. La sensazione però è che basterà una minima scintilla per far infiammare il tutto. Tanto più che ci si arriva a questa assemblea con un menù ricco. Al netto del primo punto all’ordine del giorno che prevede la composizione degli organigrammi e le elezioni dei vice segretari regionali e del presidente del partito regionale. Ma su questo c’è più di una certezza: l’area renziana non vuol nemmeno sentirne parlare. Anche su questo si aspettano le mosse di Luongo. Al netto di questo rimangono comunque altre variabili. La prima: è stata una settimana in cui sono successe tante cose. Tra cui l’elezione del amministratore unico di Al spa. Vita è stato scelto da Pittella che ha inferto un altro colpo al sistema di gestione che guidava l’Acquedotto lucano da quasi tre lustri. Bisogna vedere se in Assemblea qualche ex diessino mostrerà di essersela legata al dito. Ma non solo.
Un’altra incognità è rappresentata da tutta la materia legata al petrolio. Dopo che il Consiglio regionale martedì ha impugnato il decreto attuativo dell’articolo 38 ieri è esplosa la vicenda relativa alle concessioni per le estrazioni e la ricerca in mare con il sindaco di Policoro a guidare i no tanto da dichiare lo sciopero della fame. La pittelliana Mirna Mastronardi ha quindi chiesto che la vicenda venga discussa in Assemblea. Immediato il commento di Pittella che ha ribadito il no insieme ai suoi fedelissimi, Polese e Robortella. Ma intanto è un altro tema delicata. E se non bastasse su Twitter Margiotta riscalda la vigilia lanciando un chiaro riferimento a Luongo: «Chi dovrebbe unire, prova, invano, a dividere. Chi dovrebbe proporre, analizza. Al più, minaccia. Agonia. Senza respiro». Ma per fortuna è finito il tempo delle parole. Inizia la resa dei conti.

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