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Regione, Centrodestra nella bagarre per il Referendum
Tallini e Orsomarso: «Subalterni, deboli e frastagliati»

Calabria

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CATANZARO - La questione del referendum sullo Statuto regionale chiesto da Forza Italia e in particolare dalla coordinatrice regionale Jole Santelli (LEGGI LA NOTIZIA) per far intervenire i cittadini calabresi sulla riforma chiesta e ottenuta dal governatore Mario Oliverio (LEGGI LA NOTIZIA) continua ad alimentare la polemica nel centrdestra calabrese.

Se a suo tempo Ncd tramite il vice coordinatore pro tempore Giovanni Bilardi aveva chiaramente annunciato l'attenzione di non sostenere l'iniziativa (LEGGI LA NOTIZIA) adesso l'intera questione si sviluppa all'interno di Forza Italia. Qui, dopo un primo annuncio con cui la stessa Santelli aveva dato notizia dell'avvenuta raccolta delle firme (LEGGI LA NOTIZIA), è giunto il passo indietro dei consiglieri Alessandro Nicolò e Francesco Cannizzaro (LEGGI).

Adesso a scendere in campo sono altri due consiglieri regionali della pattuglia azzurra: Domenico Tallini e Fausto Orsomarso, per i quali «la mancata presentazione del referendum sulla riforma dello statuto ha prodotto tre effetti sicuri. Primo un inaspettato e provvidenziale soccorso per un centrosinistra agonizzante e per un Presidente della Regione già arrivato a fine corsa dopo soli otto mesi. Secondo, la balcanizzazione del centrodestra, dove anche gli impegni sottoscritti ufficialmente vengono modificati in corso d’opera dai singoli dalla sera alla mattina senza avvertire la necessità di un confronto con la propria area politica e con i colleghi del Consiglio regionale, scoprendo invece da indiscrezioni di stampa che hanno ravvisato la necessità di un confronto personale con il Presidente Oliverio. Terzo, l'evaporizzazione, dopo appena poche settimane, della rivincita ottenuta alle elezioni amministrative con la conquista di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Gioia Tauro che aveva dato ai nostri elettori la percezione di un centrodestra unito e vincente». 

Per i due esponenti politici si tratta di un vero e proprio harakiri del centrodestra, «un capolavoro politico di cui andare davvero fieri e che i 'principali attori' dell’operazione (l'intero ufficio di coordinamento di Forza Italia) avrebbero il dovere di spiegare al nostro elettorato». 

Per i due esponenti politici, che puntano il dito contro la classe dirigente calabrese del partito di Silvio Berlusconi, «non convincono i tecnicismi dietro cui si nascondono coloro che hanno lavorato per insabbiare il referendum. Gli approfondimenti effettuati dagli uffici regionali hanno confermato che sarebbe bastata la presentazione del documento con in calce le otto firme raccolte per avviare l’iter referendario. L’unico argomento che resta in piedi riguarda i costi. Ma se davvero tutti i consiglieri regionali e tutte le forze politiche ritengono che la Regione Calabria non possa sopportare il peso del costo della democrazia, allora perché non si ha il coraggio di eliminare dallo statuto regionale l’istituto del referendum?».

Una considerazione dettata anche dal rischio che su queste basi «mai il popolo calabrese avrà la possibilità di esprimersi, poiché ci sarà sempre qualcuno che solleverà il problema dei costi insopportabili. Il referendum avrebbe avuto sicuramente dei costi, ma sicuramente inferiori a quelli che subirà la collettività calabrese per il pagamento dei sette assessori esterni che, grazie al ritiro del referendum, il presidente Oliverio nominerà nei prossimi giorni (al lordo costeranno circa un milione di euro all’anno, per cinque anni). Non abbiamo mai avuto la presunzione di dettare linee politiche ma avvertiamo e proviamo a interpretare il disagio di un elettorato che non gradisce che ci si confonda con il centrosinistra o con Oliverio». 

In conclusione i due politici hanno precisato che «la storia ci dirà se dietro il ritiro della richiesta di referendum ci siano state altre valutazioni politiche che a noi oggi sfuggono o se è semplicemente prevalso l’istinto della sopravvivenza a tutti i costi. Tutte ipotesi che ci rifiutiamo anche di prendere in considerazione. Quel che oggi ci viene consegnato è un centrodestra subalterno, debole e frastagliato, che vince per gli errori della sinistra negli appuntamenti amministrativi, ma che senza una rinnovata guida e coesione non ha e non potrà avere futuro politico. Oliverio incassa, ringrazia e respira».

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