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Royalty per salvare Potenza
La terza via di Pietrantuono

Basilicata

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SULLA questione Potenza continua a circolare una visione vecchia, che può aver funzionato per un breve periodo della nostra storia, successivamente non solo ha prodotto l'arretramento della Basilicata, ma essendo mutate radicalmente le condizioni economiche e sociali del Paese Italia, rischia di portare al collasso definitivo questa nostra piccola Regione. Partirei nella mia riflessione da alcuni punti fermi:

1. I servizi sovracomunali non sono gestiti dai Comuni.
2. L'essere sede di servizi pubblici comporta molti più benefici che costi.
3. Normalmente l'indicatore di riferimento è il Pil procapite, che sicuramente non misura la felicità ma essendo il dibattito esclusivamente sul vile denaro, sembra che come indicatore abbia un senso. E se vediamo la graduatoria dei paesi della Basilicata scopriamo che i servizi pubblici in questa regione danno ricchezza.
4. E' vecchia e ci porta dritti al collasso, la soluzione che vuole compensare i tagli statali sugli enti locali, che mette al centro dello sviluppo il sistema pubblico, e che soprattutto non introduce due concetti ormai fondamentali: Efficienza nell'allocazione delle risorse e merito come valore delle scelte pubbliche. Tutto il resto è vecchiume e condanna.

Si può discutere quanto si vuole ma se l'approccio è quello pubblico/tappa buchi siamo totalmente fuori strada. Non ci sono spazi perché questa Regione si sostituisca allo Stato. E chi anche autorevolmente attacca e condanna chi si oppone al Salva Potenza, non comprende che esattamente questa sostituzione ci porterà a scomparire.

Ovvero attribuire compiti e funzioni sproporzionati, che continuano ad ingessare i già risicati spazi per poter tentare qualcosa di diverso, di salvifico. Negli scorsi mesi abbiamo rassicurato i nostri concittadini sulla riscossione a breve del bonus carburante, annualità 2012, dando loro rassicurazioni in merito. Il pilastro più importante della fiducia è la certezza. Rimangiarsi quanto promesso non è utile soprattutto in una fase economica particolarmente delicata per le famiglie. Abbiamo bisogno di una nuova costruzione, di una nuova visione coraggiosa. Che ridimensioni il pubblico, e faccia crescere il privato.

Che riduca l'Intermediazione delle risorse, che è intermediazione politica. Che tagli rami secchi per rinvigorire la pianta. Negli ultimi anni il governo centrale ha proceduto a continui tagli sui trasferimenti ai Comuni. Noi immaginiamo di poter ridurre tali tagli attraverso risorse proprie della regione?

E’ anacronistico pensare di poter contrapporre metodi e modelli superati per contrastare un’azione posta in essere dal Governo centrale tesa a recuperare efficienza ed efficacia nell’azione amministrativa degli enti locali. Bisogna mettere in campo un nuovo modello di Governance territoriale capace di ridurre i costi di gestione, esternalizzare compiti e funzioni che possono essere garantite diversamente, digitalizzare i servizi. Le risorse finanziarie rinvenienti dalle royalties del petrolio vanno utilizzate esattamente in tale direzione.

Innanzitutto bisogna tendere ad un sistema in cui ogni ente locale miri alla massima efficienza e non dare l’idea che le inefficienze possano essere coperte.

Bisogna accelerare la riforma della Governance locale attraverso una forte incentivazione finanziaria per le Unioni di Comuni, uno strumento utile per raggiungere dimensioni gestionali accettabili e creare quindi economie di scala. Al tempo stesso bisogna analizzare quali sono i servizi che devono essere garantiti direttamente dal pubblico e quali invece i servizi che possono essere gestiti in forma associata pubblico/privato piuttosto che direttamente dal privato sostenendo e rafforzando il ruolo del terzo settore. Su questi strumenti vanno concentrate le risorse finanziarie.
Il problema principale non sono le amministrazioni.

La conseguenza più importante di un dissesto è che soprattutto la parte economicamente più debole della comunità pagherà il prezzo maggiore sia in termini di costi aggiuntivi sui propri bilanci familiari, sia in termini di servizi erogati e garantiti ai meno abbienti (asili nido, mensa scolastica, trasporto scolastico, ecc.).

Il problema diventa garantire e tutelare tali fasce sociali. In modo concettualmente opposto rispetto al riconoscimento di finanziamenti ai comuni finalizzati a risanare genericamente i propri disavanzi, senza capire esattamente come saranno impiegate tali risorse. Va costruito un modello per cui, ogni singolo comune, al fine di continuare a garantire determinati servizi sociali, dovrà mettere in campo progettualità gestionali che vedano l’esternalizzazione di tali servizi ed al contempo il riconoscimento da parte della regione di incentivi sia alle imprese o cooperative sociali individuate, che al cittadino utente, attraverso una parametrazione legata alla propria situazione familiare e reddituale. Un modello cdiverso che cerca di eliminare inefficienze e mala gestione che portano gli enti locali a distrarre risorse importanti. La mia è una posizione esattamente in linea con quella espressa ufficialmente dalla maggioranza di centrosinistra e riportata nel preliminare di accordo tra il Mise e la Regione Basilicata, e ovviamente con il PSI di Basilicata. Infatti al punto 2 lettera d) si parla di “costituire un fondo per i Comuni e le Province per l’ampliamento dei servizi offerti e assunzioni beneficiari presso cooperative”.

Tale fondo dovrà essere ripartito, a mio avviso, tra i vari comuni, esattamente attraverso i criteri e gli obiettivi di cui parlavo prima. Con forza e convinzione bisogna prendere in mano una proposta che in molti hanno sottovalutato. L’Assessore Berlinguer da qualche mese parla di costituzione di una zona franca fiscale. Sono convinto che si tratta di una misura assolutamente indispensabile per la nostra regione che si ripercuote, anche questa, direttamente sui bilanci delle singole famiglie e delle piccole e medie imprese lucane. Un obiettivo su cui ha senso investire risorse capace di dare respiro ad un’appartenenza ed a una missione di rilancio della nostra Regione. Un’azione di sistema tutta rivolta ai cittadini ed alle imprese senza intermediazioni di sorta.

*Consigliere Regionale Psi

 

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