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Pd: tra spauracchi e opportunità
Cercasi nuovo corso attraverso le colombe

Basilicata

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POTENZA - E ora? Tutto rinviato al 20 settembre? No. Perchè fosse così il Pd lucano rischierebbe di perdere l’ultima opportunità di fare chiarezza al proprio interno senza dover ricorrere alla guerra.

Antonio Luongo ha parlato di un cantiere aperto e della necessità di non uscire dal cantiere. Qualcuno chiuda allora il cancello anche in uscita e non solo in entrata. Non basterà solo partecipare a qualche festa in giro per i Comuni. Bisogna che ci si parli costantemente.

Ma lavorare a trovare un accordo non basteranno solo Luongo, Speranza e Pittella. Serve un lavoro complessivo. In tal senso un ruolo decisivo dovrebbe averlo Maria Antezza. La deputata materana renziana è stata la protagonista di uno dei più lucidi interventi ascoltati all’Hotel Vittoria. Lei da “falco” a “colomba” può essere determinante. Di certo lo è già stata per evitare la sfida all’ultimo sangue nella stessa Assemblea regionale.

Dall’altro lato Luongo deve riuscire a calmare gli animi e la ricerca della vendetta. Soprattutto tra i materani. Intanto il prossimo 15 luglio è già prevista l’Assemblea cittadina di Potenza dopo il “bagno di sangue” e il festival dell’irruenza del 29 giugno scorso. Già in quell’occasione si misurerà la capacità del Partito democratico di invertire la rotta. Se invece sarà la solita danza dei posizionamenti e dei tatticismi allora la strada diventa in salita.

E poi c’è la partita delle partite. E cioè il rimpasto della giunta regionale. E anche in questo se si eviterà di affrontare la questione in tempi utili ma rinviare tutto all’ultima ora con i soliti “veti”, calcoli personali e dispetti tra correntine delle correnti allora Luongo si prepari a inventarsi di nuovo una soluzione last minute pure a settembre per evitare il peggio. Che poi il peggio magari non è proprio il peggio per tutti. Ed è questo il problema. Troppe carriere sono legate al declino di qualcun altro. Ma tant’è. In bocca al lupo.

L'AUTOGOL DEL PD

POTENZA - E’ arrivato puntuale. Come spesso gli capita. In anticipo rispetto al “vero” inizio dei lavori e non a quello annunciato. Ma anche questo gli è capitato spesso. A dirla tutto molto spesso è stato anche in anticipo sui tempi della politica: fu l’unico consigliere (allora esistevano ancora Ds e Margherita) che puntò i piedi alla Regione e costituì il gruppo dell’Ulivo in piena fase costituente del Pd. Il Pd poi nacque davvero e Restaino dopo un paio di anni di gestione Lacorazza assunse il ruolo di segretario regionale per qualche mese.

Lo poteva essere anche per più tempo se poi alle primarie non avesse perso contro Speranza. Ma questa è storia. Quella storia che domenica mattina è stata stropicciata quando Erminio Restaino è stato bloccato. Il “servizio d’ordine del Pd” non lo ha fatto entrare all’Assemblea regionale del Pd perchè Restaino non è un delegato. Non è uno dei 100 eletti allo scorso congresso. Non ha diritto di voto in Assembela e quindi “fuori”.

E la storia? Il valore politico? La capacità di analisi? Il portato storico e culturale? Il rispetto per la persona prima ancora del suo ruolo? Non contano evidentemente.
Un clamoroso autogol. Peccato!

 

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