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Oliverio da Guerini per il via libera alla Giunta
Scalzo protocolla le dimissioni. Pronta la squadra

Calabria

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CATANZARO - I nomi per la nuova Giunta regionale sono sul tavolo del vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. E' con lui che Mario Oliverio sta limando le ultime posizioni, soprattutto dopo che il presidente della Regione ha incassato anche qualche rifiuto da parte di figure esterne alla politica, chiamate per recuperare il clima pessimo che avvolge la politica calabrese dopo l'inchiesta sui rimborsi dei consiglieri regionali.

Il governatore è volato a Roma per controllare proprio con Guerini le posizioni della nuova Giunta. Il clima non è dei migliori, le resistenze non mancano, sia tra i personaggi esterni che potrebbero fare parte dell'esecutivo, sia tra i politici che dovrebbero fare spazio in nome del rinnovamento ad ogni costo.

LE DIMISSIONI DI SCALZO - L'annuncio del presidente Antonio Scalzo, che ha comunicato la sua disponibilità a fare un passo indietro (LEGGI), potrebbe liberare la strada da altri intoppi, anche perché né Carlo Guccione né Vincenzo Ciconte sono intenzionati a compiere passi indietro se prima non si affronta il tema di un azzeramento complessivo che coinvolga anche Scalzo. Nella tarda serata di martedì, Scalzo ha annunciato definitivamente le proprie dimissioni: «Domani mattina saranno protocollate alla Segreteria generale di palazzo Campanella le mie dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio regionale della Calabria». 

«La decisione di rimettere il mio mandato - prosegue - scaturisce da una valutazione personale e politica sul delicato momento che la Calabria sta attraversando. Ho deciso di dimettermi per compiere un gesto di responsabilità politica e per il rispetto delle istituzioni che mi ha sempre caratterizzato in ogni circostanza. Il cosiddetto caso "Rimborsopoli" mi riguarda in maniera marginale, molto marginale e comunque sono fiducioso che la mia vicenda sarà interamente chiarita. Tuttavia ritengo che quanto più alta è la posizione che si occupa in seno alle istituzioni democratiche, tanto maggiore deve essere la sensibilità politica richiesta in casi come questo».

«Già la scorsa settimana, dopo un confronto con la segreteria del Pd e in particolare con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, che ringrazio per l’attenzione che insieme al sottosegretario Luca Lotti ha rivolto alle vicende calabresi - afferma Scalzo -, avevo manifestato la mia piena disponibilità a ogni più idonea iniziativa volta a superare il momento di impasse politica e istituzionale. All’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale ci saranno le mie dimissioni. Sulla mia vicenda personale, sono molto sereno perché le somme a me assegnate per l’attività istituzionale del gruppo del Pd sono state puntualmente rendicontate nel rispetto della legge vigente
e del regolamento interno del gruppo del Pd. La magistratura bene ha fatto ad accendere i riflettori sull'utilizzo di queste risorse, su cui è indispensabile un complessivo ripensamento e una radicale razionalizzazione. La discrezionalità a volte dà luogo ad abusi inaccettabili ma sono certo che molte posizioni individuali, a cominciare dalla mia, saranno serenamente chiarite. Adesso è tempo di mettersi a lavorare per il bene della Calabria dando continuità a un progetto politico che non riguarda solo la giunta regionale presieduta da Mario Oliverio ma anche il Consiglio, che nell’equilibrio delle funzioni interne alla Regione dovrà continuare a esercitare nel migliore dei modi il proprio ruolo di garanzia, di controllo e di produzione legislativa».

«Il Consiglio regionale - conclude Scalzo - deve dare prova di rigore e serietà. E credo che le mie dimissioni siano un atto che va in questa direzione».

LE INDISCREZIONI - L'appuntamento ufficiale con la nuova Giunta è per mercoledì pomeriggio e i giornalisti sono stati già allertati. Sui nomi è certo che saranno almeno due le donne, tra queste ci sarebbe anche Federica Roccisano, giovane ricercatrice universitaria, già presidente del consiglio comunale di Caulonia e ai tempi della giunta Loiero stretta collaboratrice dell'assessore al Bilancio Demetrio Naccari. 

Per la vicepresidenza, invece, Oliverio pare intenzionato a “sacrificare” Antonio Viscomi da poche settimane direttore generale alla presidenza. Non trova conferma, invece, la voce di un assessorato per il presidente regionale di Confindustria  Natala Mazzuca. Da Crotone danno per scontato un posto per Pepé Corigliano, dirigente del Pci.Ds-Pd. Sui nomi di alto profilo annunciati bisognerà aspettare, la rosa di Oliverio è, infatti, al vaglio della segreteria del Pd.

LE REAZIONI - A poche ore dall'annuncio di Oliverio, dunque, non mancano le reazioni politiche, soprattutto considerata la fondamentale promulgazione del nuovo statuto (LEGGI). Oliverio incassa il via libera degli esponenti del suo partito. Secondo il consigliere regionale del Pd Mimmo Bevacqua, c'è «pieno sostegno alla Giunta del presidente, quindi purché sia espressione di forte discontinuità col passato e sia la declinazione più autentica, della volontà dichiarata del Governatore». Analoga posizione per l'altro consigliere regionale dei democratici, Michele Mirabello. 

Molto dura, invece, la posizione del deputato Sebastiano Barbanti, di Alternativa Libera: «Sarebbe una beffa se il Presidente della giunta regionale Mario Oliverio nominasse nella nuova giunta regionale persone che rivestono cariche ai vertici della associazioni di categoria e magari queste associazioni avessero controversie giudiziarie pendenti nei confronti della Regione». 

«I calabresi - prosegue - dopo aver atteso 8 mesi dalla elezioni per avere una giunta regionale, chiedono discontinuità non solo nei nomi ma anche nell’agire delle istituzioni e nominare in giunta persone in palese conflitto di interesse sarebbe imperdonabile».

Redazione Web

 

 

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