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Nuova Giunta, Oliverio in trattativa col Pd
ma incassa il no dell'ex prefetto De Sena

Calabria

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CATANZARO - Il confronto è stato serrato e durato fino a notte fonda e stamattina ci sarà un’appendice perché il cerchio non è stato chiuso. Mario Oliverio, a Roma da due giorni, ieri ha varcato in serata la soglia della sede nazionale del Pd, dopo una giornata di incontri e telefonate. Ad attenderlo Lorenzo Guerini, Luca Lotti, Stefania Covello, Ernesto Magorno. Tutti ad un tavolo per riannodare i rapporti e cercare di uscire dal vicolo cieco in cui è stata messa la Regione dopo l'inchiesta Rimborsopoli e all'indomani della promulgazione del nuovo statuto (LEGGI).

In partenza della discussione, la pregiudiziale sulle dimissioni di Scalzo per consentire l’azzeramento della giunta (LEGGI). Oggi pomeriggio Oliverio farà un comunicato per annunciare i nomi della giunta e la conferenza stampa potrebbe tenersi venerdì a Catanzaro, per consentire i nominati di essere presenti. Tra i nomi che Oliverio avrebbe portato a Roma ci sono quelli di Federica Roccisano, ricercatrice all'universita per Stranieri di Reggio ed ex presidente del consiglio comunale di Caulonia. Poi il professore Antonio Viscomi che prenderà il posto di Carlo Guccione e per la vicepresidenza un prefetto in pensione, si è tentata la strada dell’ex senatore De Sena ma pare non abbia accettato.

Oliverio punta anche sulla professoressa Maria Francesca Corigliano, in passato assessore provinciale alla Pubblica istruzione e prima dei non eletti della Lista “Oliverio presidente” . Ma su questa eventualità si è aperta una discussione molto delicata sull'opportunità di “premiare” chi non è stato eletto. Lo fa notare il consigliere regionale Franco Sergio, della stessa lista, con una nota critica verso lo stesso Oliverio (“chissà se oggi otterrebbe quel 62%”) in cui ribadisce un concetto condiviso in privato da diversi consiglieri di maggioranza. «In politica vi sono regole scritte e non, che sanciscono che chi si candida - e pur sostenuto da un apparato consolidato - ma viene bocciato dai cittadini, non può essere imposto a scapito di chi è andato fra il popolo a sostenere il progetto politico del candidato presidente».

Tra i nomi portati al tavolo, mancava ieri sera quello scelto da Renzi, il quale lo farà solo oggi.

Tornando al professore Viscomi, rappresenta il pezzo pregiato di Oliverio: doveva mettere ordine nella burocrazia regionale, come direttore generale alla presidenza e che invece sarà dirottato alla guida dell’assessorato al Lavoro e sviluppo economico. Nel corso della giornata diversi consiglieri regionali di maggioranza si sono prodigati in dichiarazioni a «sostegno pieno» delle scelte dei Oliverio (ad esempio Giuseppe Aieta) e con i distinguo (Domenico Bevacqua e Franco Sergio). Si tiene fuori dalla mischia il vicepresidente D'Agostino rivendicando il ruolo del consiglio rispetto alla giunta pur dichiarando “piena lealtà” al presidente Oliverio. D’Agostino non sarà promosso, il posto di Scalzo, che ha protocollato le dimissioni, sarà preso da Mimmo Battaglia.

Intanto i parlamentari di Alternativa Libera, Sebastiano Barbanti e Francesco Molinari avvertono Oliverio e il Pd di stare attenti ai conflitti di interesse «sarebbe una beffa se il presidente della giunta regionale Mario Oliverio nominasse persone che rivestono cariche ai vertici della associazioni di categoria e magari queste associazioni hanno liti giudiziarie nei confronti della Regione». I due chiedono «discontinuità»: forse è un riferimento a qualche rappresentante di Confindustria.

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