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La petrolexit di Iacobellis
«Fermare le estrazioni, non solo in mare»

Basilicata

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SCANZANO - Un gran “salotto” istituzionale, a cui sono stati invitati a partecipare sindaci e massimi esponenti istituzionali lucani, che a qualcuno è sembrato addirittura poco opportuno, in vista della manifestazione del giorno dopo a Policoro. Si tratta della seduta di Consiglio comunale straordinaria e aperta, convocata a Scanzano per il 14 luglio.

Alla quale, almeno secondo i programmi dovrebbero partecipare i 30 comuni della provincia di Matera, il presidente della Giunta regionale, l’assessore all’Ambiente, i consiglieri, il presidente della provincia di Matera e tutti i parlamentari della provincia.

L’iniziativa, secondo fonti ufficiose, avrebbe provocato qualche maretta. Apparsa come una inopportuna sovrapposizione rispetto alla manifestazione del giorno dopo.

«Nulla di tutto questo», spiega il sindaco della cittadina jonica, Salvatore Iacobellis. La seduta è stata decisa nella riunione dei segretari dei circoli Pd del Metapontino, che si è tenuta nei giorni scorsi, prima ancora che venisse ufficializzata la data del 15. Anche se la convocazione da parte del presidente Claudio Scarnato, pure segretario dei democratici di Scanzano, è arrivata giovedì mattina. «Tutto, però, era stato già deciso».
«Si tratta di due momenti distinti e separate - precisa ancora Iacobellis - che hanno valore differente: uno più istituzionale, nata dall’iniziativa dei segretari di circolo, l’altra più popolare». Ma il contributo che porterà il sindaco Pd di Scanzano non sarà solo un semplice “no alle trivelle nello Jonio”.

«Sono uno dei quei 65 amministratori - spiega ancora - che, a fine 2014, avevano adottato delibere per chiedere alla Regione di impugnare lo Sblocca Italia. La Regione non lo ha fatto, ma il mio parere non è cambiato. Resto contrario alle attività estrattive, non solo in mare, ma anche su terra ferma. E quello che proporrò, nel confronto istituzionale, sarà una strategia di fuoriuscita della Basilicata dalle attività estrattive». Per utilizzare termini che vanno di moda in questi giorni, quella di Iacobellis è una vera e propria “petrolexit”.

«Trovo limitante opporsi alle attività estrattive in mare e non a quelle su terraferma. Serve un piano, anche decennale, per abbandonare questa via che ha portato solo inquinamento e niente sviluppo». Come questo sia materialmente possibile, Iacobellis lo spiega così: «Si tratta di trovare i tecnicismi per fare in modo che le compagnie del petrolio non abbiano più convenienza a estrarre in Basilicata.

I modi ci sono. Quel che conta è una reale volontà politica. Si potrebbe iniziare, a esempio, dal mettere le società estrattive di fronte ai danni ambientali che hanno provocato fino a ora».

«La mia non è una posizione - precisa ancora il primo cittadino - finalizzata al facile consenso. Questa è sempre stata la mia posizione. Sono come lo yogurt, un sindaco in scadenza. E non potrò nemmeno ricandidarmi. Non ho altre ambizioni politiche. Ma credo che quella contro il petrolio sia una battaglia che non si può più rinviare. Altre ambiguità non sono più consentite. Capisco che in questi anni la regione sia stata come drogata dal gettito di royalty. Ma sappiamo bene, con quali risultati. La Basilicata deve liberarsi definitivamente da questo incubo». 

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