Salta al contenuto principale

«Lo stile De Ruggieri sta funzionando »
Tito Di Maggio interviene sulla sfida (vinta) a Matera

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 28 secondi

MATERA - Ha appena finito di ascoltare, in aula, l’intervento del ministro Padoan sulla crisi Grecia e questo sembra proprio il momento adatto per parlare di Matera, delle prime settimane dell’amministrazione De Ruggieri e del dossier Matera 2019.
«Mi sembra stia andando tutto nel verso del nuovo modello De Ruggieri. Tutto pensato, meditato, senza fughe in avanti - spiega - senza passi falsi. L’impostazione che Raffaello De Ruggieri sta dando al suo mandato, rispecchia la sua personalità responsabile e attenta alle prospettive della città, valutando il momento delicato».

Nelle prime sedute del consiglio comunale, è emersa subito la difficoltà di colloquio con la minoranza. Che idea si è fatta? Potrebbe essere una difficile elaborazione del lutto da parte del centrosinistra?

«Che il Partito democratico non sia più sull’orlo di una crisi di nervi, ma abbondantemente caduto in una situazione in cui nessuno di loro sa indicare la strada, è molto chiaro. Credo che anche il Pd dovrebbe utilizzare il metodo De Ruggieri: fermarsi a pensare quali sono stati i motivi del fallimento e riprendere a fare un’attività politica che anzichè guardare agli interessi dei capi bastone del Pd, torni ad occuparsi dei problemi del territorio e della gente, cosa che ha dimenticato di fare da molto tempo».

Ma come se ne esce, metodo De Ruggieri a parte?

«Mi interessa poco di come vogliono risolvere i problemi. Mi occupo di più di cosa vuol fare la maggioranza che dovrà avere il rispetto che deve essere dovuto a tutte le opposizioni ma deve governare e questo è l’aspetto principale: quali sono le prospettive dell’amministrazione De Ruggieri piuttosto che le tragedie interne all’opposizione».

La scelta di una giunta esterna che sta richiedendo tempo ma, come dice lei, appartiene allo stile De Ruggieri, si dimostrerà vincente?

«Sono perfettamente in linea con questa decisione, perchè vedo una cosa fondamentale. Innanzitutto non mi sfugge il dato che ci sia eterogeneità nella coalizione che può essere un pregio o un difetto. Vogliamo che rappresenti il primo aspetto, bisogna che ognuno faccia un passo indietro e concorra al governo della città nella scelta di bravi e capaci amministratori che rappresentino le varie anime interne alla coalizione e lavorare per il bene della città. Se fosse un difetto, invece, spero che le esperienze passate possano essere maestre di vita. Questa coalizione non può ripetere errori fatti in passato».

Uno dei temi richiamato più volte in campagna elettorale è il Dossier di Matera 2019. Proprio qualche sera fa il sindaco De Ruggieri ha annunciato pubblicamente che vuole inserire il Conservatorio Duni in questo documento. Il tema d’altronde è molto forte e delicato al tempo stesso

«Hanno voluto farlo diventare spinoso e delicato nel corso di questa campagna elettorale che io voglio archiviare come una delle più brutte, dove il livore e la cattiveria l’hanno fatta da padroni, rispetto alle prospettive. Il Dossier 2019 è la base di lavoro su cui si può tranquillamente intervenire non per stravolgerlo ma per attuarlo rispetto alle aspettative della collettività. Come immaginare che non debba essere inserita in questa visione anche l’esperienza del Conservatorio? Parliamo di uno dei fiori all’occhiello del sistema formativo della città, che richiama esperienze come quella di Duni che porta il nome di Matera al di fuori dei confini localistici».

Il Dossier richiede operatività. Ci sono priorità secondo lei su cui intervenire?

«Bisogna cominciare a lavorare sulla programmazione affinchè si possano reperire le risorse. In caso contrario rischiamo di arrivare impreparati al 2019. Io di fondi assegnati, ancora non ne vedo e questa è una priorità su cui lavorare».

Di cosa ha bisogno Matera, oggi?

«Bisogna impegnarsi a governare da subito le aspettative della gente: il mondo del lavoro. Bisogna guardare con attenzione alle prospettive del Dossier che può portare sul territorio grandi opportunità. La scommessa più importante è questa».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?