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Regione, Oliverio scommette sulla "svolta epocale"
e annuncia la cancellazione dei fondi per i gruppi

Calabria

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CATANZARO - «Una Giunta di legislatura che ovviamente si verificherà sul campo» Con queste parole il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha presentato l'esecutivo annunciato mercoledì scorso e che entrerà nei pieni poteri quindici giorni dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale del nuovo Statuto regionale. 

La conferenza stampa di presentazione è stata tenuta nella sede della Regione di via Massara, a Catanzaro, alla presenza di tutti i neo componenti, di diversi consiglieri regionali di maggioranza, del segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno. Oliverio ha ripercorso tutti i passaggi che lo hanno portato ad individuare una Giunta di esterni, compreso l'inchiesta "Rimborsopoli" che ha segnato, comunque, una svolta per questa legislatura iniziata appena sei mesi fa. 

L'ANNUNCIO DI OLIVERIO PER LA NUOVA GIUNTA

«Sono sicuro che i consiglieri in carica chiariranno le singole posizioni e sarà dimostrata la loro estraneità. Si tratta, però, di fatti gravissimi, per questo – ha affermato Oliverio – occorre che si faccia luce fino in fondo e le responsabilità vengano colpite per avere trasparenza nell'utilizzazione delle risorse». E per uscire sin da subito dalle polemiche sorte dopo l'indagine sui rimborsi, Oliverio ha annunciato: «Proporrò una legge per cancellare i finanziamenti ai gruppi regionali che dovranno essere sostenuti solo in termini di servizi, senza più un solo euro». 

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Il presidente ha voluto escludere, più volte, un collegamento tra l'indicazione dell'attuale Giunta e l'inchiesta “Rimborsopoli”: «Sono fatti gravi che riguardano la precedente legislatura – ha sostenuto – e sono sicuro che i consiglieri in carica chiariranno le loro posizioni. L'inchiesta è un fatto che c'è, ma la scelta è stata compiuta nel momento in cui è stata possibile realizzarla, vista la riforma dello Statuto».

Acqua sul fuoco delle polemiche è stata gettata anche rispetto all'assenza di consiglieri eletti nella nuova squadra di governo: «Non si svilisce il ruolo del Consiglio regionale, l'opposto - ha sostenuto Oliverio - non lo si esalta se si esprime componenti nell'esecutivo». 

«La valutazione che mi ha portato a questa scelta – ha aggiunto il governatore – è rivolta a questa specifica fase, chi non lo capisce o è ottuso o è in malafede. Il ruolo del Consiglio regionale sarà centrale perché gli eletti potranno attivare la fase legislativa, di programmazione e di controllo». 

Oliverio ha poi affermato: «Non ci saranno poteri extra istituzionali che per troppo tempo hanno gestito il potere in queste stanze».

Oliverio ha ripercorso le tappe di questi primi sei mesi di legislatura: «Sono stati sei mesi non di stasi ma nei quali abbiamo lavorato sodo e abbiamo avviato il lavoro su problemi importanti. Abbiamo trovato una situazione grave». 

«Oggi – ha puntualizzato Oliverio – si è aperta una nuova fase. Un nuovo governo regionale a cui ho inteso dare vita e che è espressione di esperienze femminili e di alte professionalità delle università calabresi, senza importazioni di competenze». Il presidente si è quindi soffermato ull'impostazione utilizzata: “La nuova giunta è la risultante di un rinnovamento che ho definito epocale, chi non lo capisce – ha detto – è fuori strada. C'è da affermare una netta discontinuità con il passato, io mi sono candidato sulla base di questo progetto e su questo ho avuto il consenso. Chi pensa che io possa deviare dai capisaldi di questo progetto – ha ammonito – per tornare alla ricerca degli accordi di bassa cucina, ha sbagliato indirizzo. Oliverio è qui per una sola legislatura. Su questo mi gioco la credibilità e la faccia».

Bocciata, rispetto a questa riforma, l'idea di chi aveva pensato ad un referendum, definito «fuori dalle cose», Oliverio ha puntualizzato di non avere fatto «una scelta in solitudine, non solo perché ci sono persone per bene con me, ma perché con me c'è la Calabria. Sarei stato solo se avessi fatto finta di nulla».

Respinte anche le critiche relative ai condizionamenti da parte del Pd romano: «Non sono subalterno ai poteri centrali – ha dichiarato Oliverio – ringrazio Matteo Renzi per gli auguri di buon lavoro e il vicesegretario Guerini per il sostegno, così come ringrazio Luca Lotti, Magorno e Minniti che mi hanno incoraggiato ad andare avanti».

Tra i prossimi passaggi, in vista anche dei decreti definitivi di nomina degli assessori, Oliverio ha annunciato una riforma netta della burocrazia regionale, definita «una palude», l'approvazione del Piano anticorruzione, un incontro con le forze sociali, quindi una iniziativa sul Mezzogiorno da promuovere con gli altri presidenti di Regione e con la presenza del Governo. A questo si aggiunge anche la volontà di intervenire presto sugli enti subregionali, per i quali, ha detto, «è necessario anche una semplificazione».

Redazione web

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