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Corleto, il Tar dà ragione a Total
Oneri di urbanizzazione esagerati

Basilicata

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CORLETO - Total vince, il Comune di Corleto perde. Un bel pò di soldi, esattamente 2 milioni e 300mila richiesti alla francese del petrolio come oneri di urbanizzazione, contenuta nel permesso a costruire, alla società titolare della concessione Tempa Rossa.

Il Comune aveva imposto la tassa a 10,01 euro al metro quadro su un’area vastissima (228.755 mq), quella che ospita il Centro Oli in via di realizzazione. Un prezzo tre volte più alto dell’indennità di esproprio al mq pagato ai proprietari dell’area che ammonta a 2,5 euro al metro quadro.

Total si era opposta subito. In particolare, chiedeva l’annullamento della parte in cui viene prescritto il pagamento del costo di costruzione prima dell’inizio dei lavori per singolo lotto.

Si rivolgeva al Tar Basilicata, che, con con sentenza, depositata ieri ha stabilito che Total non è tenuta al pagamento della super somma richiesta, dato che “il Comune non ha comprovato di aver sopportato eventuali spese per i costi infrastrutturali”. E quindi, “ Total avrebbe dovuto essere esclusa dal pagamento degli oneri di urbanizzazione, usufruendo dei benefici della menzionata legge regionale”.

Quella a cui si fa riferimento è la legge regionale del 2003 che prevede: le concessioni edilizie, relative alla realizzazione di una nuova costruzione o impianto, ovvero all’ammodernamento o all’ampliamento di costruzioni o di impianti esistenti destinati ad attività industriali e artigianali ubicate nelle aree di sviluppo industriale, in quelle dei Piani per Insediamenti Produttivi o della Programmazione Negoziata, il cui costo infrastrutturale o non sia stato sostenuto in alcun modo dal Comune o dai Comuni in cui l’area ricade, sono rilasciate in esenzione del contributo relativo agli oneri di urbanizzazione”.

Per di più che - fanno rilevare ancora i giudici amministrativi - nell’iniziale convenzione tra le parti, Total si impegnava a farsi carico di tutte le spese relative ogni oneri di urbanizzazione. Convenzione che va ritenuta “vincolante”.

«Le pretese del Comune - si legge espressamente nella sentenza del Tar - appaiono fondate su motivazioni diverse e contraddittorie tra loro».
2015”.
Non è l’unico caso di guerra a colpi di carte bollate tra Total e amministrazione di Corleto. Poco tempo fa la battaglia era tutta concentrata sulla ristrutturazione del pozzo Tr1. Lì il Comune ha chiesto 79mila 056,33 euro in cambio del permesso a costruire del pozzo di petrolifero Tr1.

La società multinazionale francese non ha mai visto di buon occhio questa richiesta da parte del Comune in quanto ha sempre considerato la propria attività «attività di ristrutturazione edilizia senza aumento del carico urbanistico di una esistente attività estrattivo – industriale inclusa nel programma di infrastrutture strategiche».

Il Tar, in merito alla questione, si è pronunciato a settembre dello scorso anno, respingendo il ricorso della Total specificando chiaramente che «non sussistono anche le condizioni, di esonero dal contributo (...), sia perché l’attività di estrazione e trasformazione del petrolio non può essere qualificata come “un’opera pubblica o di interesse generale”, ma consiste nello sfruttamento di una pubblica risorsa naturale, sia perché la società ricorrente non è un Ente Pubblico, ma un soggetto privato che esercita un’attività imprenditoriale lucrativa, anche se di rilevanza sociale».

Questa volta, invece, l’esito è ribaltato: a perdere è il Comune di Corleto.

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