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Articolo 38, il giallo del ricorso
Il governatore smentisce: «Notificato in tempo»

Basilicata

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POTENZA - Il caso si apre a metà mattinata con il comunicato del consigliere regionale, Gianni Leggieri, che accusa la Regione Basilicata di aver fatto scadere i termini del ricorso al Tar Lazio contro il decreto attuativo dell’articolo 38 dello Sblocca Italia. E si chiude, a fine giornata, con il presidente Pittella che annuncia querela. «La pazienza ha un limite - tuona il governatore che dice di aver già dato mandato ai suoi legali - Si tratta dell'ennesima, offensiva menzogna che non mi offende soltanto sul piano personale, ma getta fango e discredito sull'Istituzione che rappresento, facendo strame della dignità e del lavoro di quanti operano in Regione con impegno e professionalità».

Nella nota, infatti il consigliere Leggieri, spiegava di aver appreso dagli uffici regionali la notizia relativa al ricorso al disciplinare del Mise che mette in discussione il ruolo delle Regioni in fatto di autorizzazioni ambientali nel settore estrattive. Una circostanza che sarebbe stata gravissima per la credibilità di viale Verrastro, proprio alla vigilia della grande manifestazione che si prepara di Policoro. Il Consiglio regionale aveva votato a favore del ricorso al Tar lazio, il 30 giugno scorso.

I primi a proporre l’impugnativa, i consiglieri Mollica e Romaniello, con una mozione che teneva dentro anche un documento simile presentato dal Movimento 5 Stelle. Un posizionamento sul quale si era ritrovato anche il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli. Anche sull’ esempio della vicina Puglia (l’impugnativa è stato l’ultimo atto del presidente uscente, Nichi Vendola). Infine, l’ok del Consiglio, con il placet del presidente Pittella.

Rispetto all’articolo 38 - è stata la posizione del Pd lucano che non ha impugnato lo Sblocca Italia - il disciplinare sarebbe peggiorativo delle competenze riconosciute alla Regione.
«Altro che difendere gli interessi dei lucani», aveva attaccato il consigliere Leggieri nel comunicato che denunciava il mancato ricorso. Accusando il governatore di «aver venduto l’anima alle multinazionali del petrolio».

E anche il dirigente dell’ufficio legale, l’avvocato Pasquale Golia «di essere caduto in letargo». Nella replica di fine serata di viale Verrastro, anche la risposta di quest’ultimo: «In letargo sono le persone che il consigliere Leggieri manda in giro per gli uffici regionali ad acquisire informazioni e che non sanno nemmeno porre le domande con precisione su quale decreto occorreva impugnare davanti al Tar del Lazio».

Il ricorso in questione, infatti, sarebbe stato notificato lo scorso 3 luglio, due giorni prima la scadenza dei termini.
«Sciocchezze», quelle di Leggieri, aggiunge Pittella. «Il consigliere Leggieri impari a documentarsi meglio e a svolgere con serietà e consapevolezza il proprio ruolo di esponente dell'opposizione, prima di mettere in dubbio l'altrui moralità. Sul piano dell'onestà e della correttezza ha solo da imparare da parte di chi gli sta di fronte tra i banchi del consiglio regionale».

Poi, un aggiunta che, più che al solo esponente pentastellato, sembra essere rivolto a più destinatari: «Non tollereremo più le continue scorrettezze di una opposizione vacua e distruttiva che non sa leggere le carte, parla a vanvera e sa solo offendere le persone. Non è così che si fa politica. Non è questo il mandato ricevuto dagli elettori. Le istituzioni sono una cosa seria, checché ne pensino il consigliere Leggieri e quanti, come lui, gettano discredito sul lavoro altrui».

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