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Un referendum per (S)bloccare le trivelle
Verso la manifestazione di mercoledì

Basilicata

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POTENZA - A Policoro, per la grande manifestazione di mercoledì contro le trivelle in mare, sarà presente con il gonfalone della Regione. E si farà portavoce di una proposta che ha già trovato qualche adesione tra le regioni interessate dalle estrazioni, su cui però le istituzioni lucane non si sono ancora espresse. Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale pugliese, eletto con Sinistra ecologia e Libertà, annuncia quale sarà la posizione che porterà in piazza: «Una consultazione popolare, per abrogare le norme che consentono attività legate agli idrocarburi sottomarini». L’idea di ricorrere a un referendum i è stata lanciata a tutti Consigli regionali dal coordinamento nazionale “No Triv – Associazione A Sud” e l’Abruzzo si è già detto favorevole. Adesso si aggiunge anche la Puglia. Introna spiega che si tratterebbe di un referendum abrogativo dell’articolo 35, comma 1 del decreto Sviluppo del 2012, che porta la firma del Governo Monti, che detta norme in materia di estrazioni in mare. Ma nel mirino potrebbe finire anche lo Sblocca Italia. La notizia arriva proprio nel giorno in cui, Beppe Civati, dalle colonne del Manifesto, lancia la sua proposta: quattro temi su cui far esprimere direttamente i cittadini italiani, tramite referendum abrogativo, tra cui anche (oltre Jobs Act, Italicum e Scuola) il cosiddetto “Sblocca Trivelle”. Il deputato, ex Pd, fondatore del nuovo movimento “Possibile”, chiarisce: «Sono quesiti che abbiamo sottoposto al confronto delle forze politiche e sociali fin dall’inizio del mese di maggio, che abbiamo analizzato sotto il profilo della loro ammissibilità e che doniamo a chi li vorrà interpretare. Nessuna nostra primogenitura». Un amo lanciato a chi da mesi ritiene che lo Sblocca Italia abbia conseguenze molto pericolose per i territori. Proprio come l’Abruzzo, la Puglia e anche la Calabria: le tre Regioni, infatti, hanno impugnato l’articolo 38. A differenza di quanto ha fatto la Basilicata. Se la proposta referendaria del presidente Introna dovesse riguardare anche lo Sblocca Italia, Puglia, Basilicata e Calabria, unite nella lotta contro le trivelle in mare, si troverebbero ad avere posizioni diverse rispetto all’articolo 38. Solo qualche giorno fa, il presidente Pittella, nella nota con cui ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione di Policoro, ribadiva la bontà della scelta di non impugnare l’articolo che disciplina i rapporti tra Stato e Regione in fatto di autorizzazione ambientali, nel settore estrattivo. Anche se le nuove previsioni normative hanno fatto già sentire i loro effetti sul territorio. La recente sentenza del Tar che ha dato il via libera al permesso di ricerca della Aleanna Resources, a Palazzo San Gervasio - dopo che la Regione non aveva rilasciato l’intesa - si basa proprio sulle novità introdotto dalla legge di Stabilità 2014, dove l’articolo 38 dello Sblocca Italia ha trovato l’ultima definitiva stesura.
Per ora, però, l’attenzione rimane concentrata soprattutto sulle ricerche in mare. E, in vista della manifestazione di mercoledì, il presidente Introna affila le armi: «Occorre intervenire in tempo, con un referendum abrogativo di iniziativa delle Regioni, ai sensi dell’artciolo 75 della Costituzione. Sarò a Policoro, con il presidente della Regione, Emiliano e con tutti i sindaci, a rivendicare le ragioni di chi chiede di non pregiudicare la ‘bellezza’ che fa amare il nostro Paese e la Puglia in tutto il mondo». Il presidente ricorda anche che si è ancora in attesa ancora da Bruxelles una moratoria dello sfruttamento degli idrocarburi sottomarini. E conclude: «Istituzioni, amministrazioni, associazioni e cittadini di tutto il Sud protesteranno unite». Almeno per ora.

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