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Appello di Oliverio ai sindaci: «Cambieremo la Calabria
Aiuteremo gli enti in difficoltà ma basta restituire soldi»

Calabria

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LAMEZIA TERME - Mario Oliverio prova a voltare pagina. Alcuni pezzi grossi del suo entourage la chiamano fase due, quella del piede «schiacciato sull’acceleratore per risolvere i problemi della Calabria». Dopo la formazione della Giunta arriva quindi il primo step: l’incontro con i sindaci per individuare «la road map del cambiamento».

L’appuntamento si è tenuto nel teatro della Fondazione Terina, alla presenza di numerosi amministratori. Una partecipazione buona, ma al di sotto delle aspettative, considerati i temi trattati. Il governatore ha infatti messo sul banco tre questioni fondamentali per la vita dei calabresi e dei comuni stessi: il nuovo piano dei rifiuti, lo stato della depurazione e la programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020.

Ma ancora prima c’è, per Oliverio, da ridisegnare l’architrave istituzionale della regione: «La Calabria dovrà avere un assetto agile, adeguato ai tempi e soprattutto in grado di procedere in modo efficace alla soluzione dei problemi». Un’operazione difficile che ha il suo fulcro nelle amministrazioni locali: «La conferenza annuale dei sindaci, prevista dallo statuto, e mai praticata in passato, è il punto di partenza principale, perché senza la condivisione delle decisioni, non si va da nessuna parte». La concertazione dunque come strumento essenziale, anche se il governatore indica due fondamentali su cui non intende discutere: «La Regione fino ad oggi è stata un vero e proprio decretificio, mentre ha fallito sul terreno della programmazione e dei controlli. Per cambiare rotta bisognerà sbaraccare dagli uffici centrali gran parte delle funzioni gestionali». Non solo, un monito chiaro viene lanciato anche ai sindaci: «Nella realizzazione dei progetti, deve essere applicato il principio della responsabilizzazione. Noi forniremo tutti gli strumenti necessari per aiutare gli enti in difficoltà sotto il profilo strutturale, soprattutto in relazione alla mancanza di figure tecniche competenti, ma poi le amministrazioni dovranno fare in fondo la loro parte senza sconti. Non possiamo più permetterci di restituire soldi».

Oliverio si prende tutto il tempo necessario per spiegare l’attività dei prossimi quattro anni, parla a braccio e chiede alla platea uno sforzo di «partecipazione serio»: «Le magliette politiche, se proprio dobbiamo indossarle, che non siano strumenti di propaganda fine a se stessi. Sediamoci attorno ad un tavolo e lavoriamo insieme». La risposta della platea non è per la verità entusiasta, sono pochi gli applausi che accompagnano l’intervento del governatore che però non si ferma e affronta i nodi più spinosi, partendo dalla programmazione dei fondi europei: «Lavoriamo giorno e notte per non perdere un attimo di tempo, anche perché stiamo rimodulando le linee tracciate dall’esecutivo Scopellitti, secondo una visione diversa di cui vogliamo farci carico». Gli obiettivi restano però quelli di sempre: «Potenziamento delle infrastrutture, il sostegno alle imprese, l’incremento delle opportunità di lavoro ed il rafforzamento dei servizi.»

Sul versante dei rifiuti, il presidente della regione è categorico: «Prima di tutti i comuni devono praticare la raccolta differenziata. Non possono esserci giustificazioni in senso contrario». La Regione invece «farà la sua parte con la realizzazione di impianti di smaltimento ad impatto zero per l’ambiente». Quindi il tema spinosissimo della depurazione. Dai mari calabresi, Tirreno prima di tutto, arrivano molti segnali sconfortanti, con lunghi tratti interessati dall’inquinamento delle acque. Ne è consapevole Oliverio: «Siamo in ritardo, ma stiamo fronteggiando il problema per limitare i danni». Diversi i minuti dedicati anche al ripristino della piena efficienza del sistema idrico: «Temo che dovremo risolvere la questione delle gare stipulate l’anno scorso, in quanto presentano profili di illegittimità giuridica, come indicato dal Ministero».

Molta carne a cuocere insomma, ma il governatore tira dritto: «Cambieremo la Calabria».

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