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"Basta guerre tribali a Matera"
Il monito di Enzo Acito, presidente Confapi

Basilicata

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Mai fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Ne è convinto Enzo Acito, presidente di Confapi Matera e strenuo sostenitore del sindaco Raffaello De Ruggieri.
Acito non nega, però, le difficoltà che questa amministrazione sarà chiamata ad affrontare, ma non per questo apre una fase critica.
«Bisogna cominciare a lavorare. I ritmi sono serrati, i tempi stretti e le scadenze dietro l’angolo - spiega - con la struttura comunale che è riuscita a perdere 23 milioni di fondi Pisus e che rispetto alla scommessa del 2019 è una quinta parte di ciò che servirebbe.

Se sono vere le cifre di cui ha parlato il ministro Delrio, cioè 1,3 miliardi... e se un decimo di quelle cifre dovesse essere di competenza del Comune in termini di procedure di appalto, con una struttura che non è in grado di progettare l’ordinario, allora siamo vocati a perdere fondi e scommessa. C’è poi un’aggravante: dobbiamo essere capaci di progettare, appaltare e seguire i lavori per i quali non abbiamo ancora finanziamenti, ma dobbiamo farlo in tempi stretti.
Matera 2019 non prevede proroghe. Bisogna partire con il piede giusto e dunque le ipotesi sono due: usare la struttura comunale per quello che può fare o rivolgersi all’esterno, attivando tutti i processi necessari anche con ricadute economiche». Ma non si rischierebbe di aumentare i costi?

«No. L’esternalizzazione sarebbe coperta all’interno del quadro economico di finanziamento. Operazione resa possibile dal fatto che le opere pubbliche possono essere finanziate dalla progettazione e dall’esecuzione, purchè si dimostri che la struttura non è in condizioni di progettare - spiega Acito. E si torna a bomba a uno dei problemi che l’amministrazione De Ruggieri dovrà affrontare: una struttura inadeguata alle nuove esigenze.
«Oggi c’è un altro carico che grava sull’amministrazione: il contenzioso in atto con lavori fermi e risorse che non vengono sfruttate. Penso al parco di Serra Rifusa o l’area camper. Bisogna sbloccare questo aspetto».

Acito, poi, un tema rinviato dall’amministrazione Adduce per quattro anni e cioè l’ufficio unico degli appalti, un’unica struttura in cui concetrare le attività. Auguro buon lavoro per questo all’assessore alle Opere pubbliche che dovrà anche contare su un dirigente a scavalco, considerando che le sue funzioni sono svolte dal segretario generale».
Tanti i temi, poco il tempo però Acito insiste sul clima che si deve creare all’interno della compagine politica. «Un’atmosfera che non si può concentrare solo sulla guerra tribale, bisogna lavorare. Noi di Confapi siamo pronti a collaborare con l’amministrazione comunale».

E sempre sul tema politico, commenta il nodo delle infrastrutture: «La Matera-Gioia del Colle o l’asse con Ferrandina parliamo di una operazione strettamente politica. Quanto più forte è il nostro peso con l’apporto della Regione, più efficace sarà l’azione.
Conta soprattutto l’autorevolezza del sindaco». E proprio sulla figura di Raffaello De Ruggieri e sul peso che la coalizione ha impresso alle sue scelte sulla giunta, aggiunge: «Nessuno può aspettarsi assessori onniscienti, ma tutto noi possiamo supportarlo con contenuti, concentrandoci sul governo dei prossimi anni. Immaginare che si debba sparare sul sindaco è deleterio. La scadenza del 2019 è talmente vicina che non possiamo permetterci nessun passo falso. Nei prossimi tre anni e mezzo ognuno potrà fare la sua parte in maggioranza o opposizione. La convergenza deve concentrarsi sul progetto di rilancio e sviluppo della città. Mettiamo da parte le ideologie e le appartenenze e pensare che il vantaggio toccherà a tutti».

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