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Sileo pronta a investire Serracchiani
E il "Salva Potenza" si discute martedì

Basilicata

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Era atteso per ieri l’esito, in Commissione Bilancio del Senato, dell’emendamento Margiotta, sottoscritto anche da Viceconte, sul cosiddetto “Salva Potenza”. Ma la discussione sul decreto Enti Locali è stata nuovamente rinviata. Se ne riparla martedì mattina. Per Potenza sarà un altro week end di attesa.
Con l’emendamento si mira a portare dentro al decreto quello che non si è riusciti a far passare in Consiglio dei Ministri: la possibilità di programmare il rientro del Comune in dissesto in cinque anni (di fatto quattro per il capoluogo lucano). Potenza, in questo modo, avrebbe risolto i suoi problemi, senza attendere le verifiche che in contemporanea si stanno facendo per capire se se esista davvero la possibilità di risanare il debito con le royalty del capoluogo. Un verdetto importante per Potenza. Se l’emendamento dovesse essere bocciato, il commissariamento sarebbe sempre più vicino.

A esprimere cauto ottimismo è proprio il senatore Pd, primo firmatario della proposta di modifica al decreto. Ma l’esito - ed è lo stesso Margiotta a rimarcalo - è tutt’altro che scontato. Nel frattempo, però, nel Pd cittadino tengono banco le polemiche seguite all’infuocata direzione di partito. Dove, mercoledì sera, si è sfiorata la rissa. La situazione di forte instabilità della città capoluogo, si ripercuote su un partito da troppo tempo in crisi e che non riesce a trovare la dritta. Le divisioni interne aumentano. Come bene hanno dimostrato i fatti di mercoledì sera. Dove alla fine il segretario Luongo, in controtendenza rispetto a quanto ci si aspettava, ha scelto di “congelare” il segretario Iudicello fino al congresso che sarà celebrato il prossimo 27 settembre. Nessuna revoca anticipata di mandato. Se ne parla direttamente a fine pausa estiva.

Luongo ha scelto infatti di far prevalere il documento sottoscritto a favore di Iudicello da 20 su 26 componenti presenti (anche se non è mancato il classico “giallo” delle firme). Decisione che di fatto è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Con Santarsiero e i suoi che non hanno fatto nulla per nascondere la rabbia. Che, più di tutto, contestano a Iudicello di offrire ancora sostegno al sindaco De Luca. Ma al di là delle singole posizioni, il Pd cittadino sostanzialmente sceglie di prendere tempo. Anche se le decisioni da prendere da qui ai prossimi mesi sono delicatissimi. Con il rischio di essere travolto dagli eventi. «Che tristezza», commenta da twitter proprio il senatore Margiotta. Ma quello che si è visto nell’ultima direzione potrebbe essere solo l’inizio dello spettacolo. La consigliera dem presidente del Pd cittadino, Lucia Sileo, che mercoledì sera, davanti all’annuncio di Luongo, aveva annunciato la dimissioni da presidente del partito, avrebbe cambiato idea. E, anzi, sarebbe intenzionata ad andare avanti con un atto molto duro.

Insieme al collega (pure lui di area Santarsiero), Gianpaolo Carretta, era stata la protagonista del ricorso al Tar contro lo schema di bilancio spalmato su quattro anni presentato dal Comune di Potenza. Azione che è stata bollata da 17 consiglieri del centrosinistra come «grave e inopportuna». Ma la reazione degli altri “colleghi” - soprattutto quelli del suo stesso partito - non si sarebbe limitata a questo. E ieri, la consigliera, è tornata a denunciare le minacce verbali che avrebbe subito nel corso della direzione di mercoledì, da parte di alcuni speranziani che invece sostengono il segretario cittadino. La vicenda non si chiuderà qui. Sileo ha intenzione di portare la questione a Milano. All’attenzione dell’assemblea nazionale del partito che si terrà domani. Vuole interessare della questione il vicesegretario Debora Serracchiani. Perché - secondo la consigliera comunale - il fatto che le violenze verbali siano rivolte a una donna, rendono la cosa ancor più grave. Sileo spera di trovare sponda nel fatto che, Serracchiani, in qualità di super renziana, non avrebbe grossi problemi a mettere in difficoltà l’ex capogruppo alla Camera, Roberto Speranza.
Ad ogni modo non è difficiele prevedere che se ne vedranno ancora delle belle. Altro che dimissioni. Adesso Sileo si rimette all’attacco.

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