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La politica estera del governatore lucano

Basilicata

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C'è un non detto in questa lunga vertenza petrolio in Basilicata. Anche se abbastanza evidente. Marcello Pittella è il primo governatore renziano italiano. E, nel panorama dei presidenti Pd del Sud, è sicuramente il più leale al premier, essendo quello calabrese, Oliverio, di altra e vecchia appartenenza, gli altri due, Emiliano e De Luca, diversamente renziani per le loro singolari caratteristiche. 

Se fosse frutto di una strategia (solo lui può saperlo), il comportamento del governatore lucano sarebbe astuto: non impugno lo SbloccaItalia per la relazione col premier, lascio che lo facciano le altre regioni in modo tale da aspettare l'eventuale responso della Consulta di cui si avvantaggerebbe anche la Basilicata, nel frattempo tratto col governo. (Lasciamo tra parentesi gli slogan perchè nulla è mai perduto e irreversibile, soprattutto in Italia). Alcuni risultati Pittella li ha incassati (non secondario quello sull'Ires) altri li sta mediando, per quello che si sa, proprio in questi giorni.

Lo scenario politico italiano è però cambiato in sei mesi. L'energia di Renzi non è più al top. Certo, l'alternativa a questo governo oggi è tutta da costruire ma:

1)Pittella non può non aver fiutato questo scenario in divenire

2)Non può non aver colto, dopo le ultime regionali che hanno visto una vittoria a tappeto dei democratici al Sud, che o cercava una via comune con gli altri governatori o rischiava di rimanere isolato su alcune questioni fondamentali. Se ragioniamo con serenità (bisogna avere l'onestà di ammettere che a Policoro c'è stato uno scontro politico, non c'erano cittadini preoccupati del mare, erano in buona parte militanti politici a fischiare i governatori costituiti) dobbiamo ammettere che la partita è ancora tutta da giocare e non sempre la via giudiziaria è quella vincente ma Pittella ha in queste ore un problema enorme: dimostrare che sul petrolio non ha fatto marcia indietro, che non c'è stato un prima e un dopo, in ogni caso dovuti a calcolo politico (la relazione con Renzi prima e la percezione di poter essere schiacciato nell'immaginario popolare dagli altri governatori dopo). Pittella, insomma, andando a Policoro ha messo un cappello istituzionale su tutta la faccenda. Non dimentichiamo che qualche settimana fa un precedente incontro interregionale col governo era stato guidato dall'assessore Berlinguer. Attenzione dunque alle prossime mosse. Quella debolezza interna che gli avversari gli rinfacciano (il fatto cioè che il suo partito personale non è rispettoso degli schemi Pd e che da solo non ce la potrà mai fare) potrebbe essere bilanciata dall'alleanza strategica con gli altri governatori del Sud. Certamente più indolore sul piano dei rapporti. A un tavolo istituzionale pesa di più se ci vanno quattro governatori o se ci va solo Pittella anche se sostenuto dai parlamentari lucani? Fuori dalla logica della politica è facile rispondere che sarebbe opportuno che ci andassero tutti insieme. Fuori dalla logica della politica, appunto.

Ma poiché lo scontro di potere è sempre scoppiettante, lo schema del governatore si è miracolosamente aperto alla politica “estera”. Lasciando aperto l'armistizio in casa col Pd che si potrebbe giocare dopo la pausa estiva per eventuali ingressi in Giunta. Anche se, a ben guardare, sembra essersi già cautelato. Se si analizzano le appartenenze e gli sponsor della nuova Giunta comunale di Matera si può avere già una prima idea.

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