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L'INTERVENTO
«E’ tempo di onesti costruttori»

Basilicata

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Cara Lucia, addirittura un ciclone spinto da misteriosi venti orientali! Politicamente la tempesta perfetta! A leggere il titolo fosforescente del Quotidiano, c’era da attendersi la figurazione dello tsunami che si abbatte su un paesaggio inerme, su popolazioni in fuga e su intendenze colpevolmente ignare.

Non sarebbe stato meglio descrivere quell’incidente procedurale, come tanti sono accaduti nelle passate edizioni, rinunciando all’ironica e astuta iperbole e titolare in maniera minimalista, così da sorvegliare il calore degli ottoni e contenere lo strepito di trombe e trombette?

A un osservatore molesto come me, piacerebbe leggere di obiezioni sul merito, di incursioni sul reale (che non è mai banale, salvo che non si rifugi nelle strettoie dei regolamenti), insomma di vere argomentazioni sulle cose che contano e conteranno, a partire da una seria autocritica da parte di chi ha perso come premessa per la risalita.

Ma immagino ve ne sarà materia in avvenire.

Ma viviamola sul serio, questa pagina della città, pur se non è nata al meglio per chi, come me, auspicava un governo di eccellenza, riconsegnato poi al piccolo mercato e a bandierine, alcune delle quali prive addirittura di mercato.

Ma, come in tutte le vicende umane e in tutte le torsioni della politica, c’è un tempo per ruminare e uno per produrre, un tempo per rappezzare una tela troppo larga ed un altro per organizzare l’idea di un governo vero. L’importante è che i due tempi non vivano una dislessia irreparabile, né uno strabismo drammatico (che non sia quello di Venere!).

Dall’altra parte, riconosciamolo, non si vive meglio. Non v’è una coorte di spiriti illuminati, né un esercito di anime belle. Tutte persone rispettabili, ma non eccelse.

Non è tempo quindi di giganti, ovunque. Ma di onesti costruttori di un’esperienza diversa, che può essere un vantaggio per tutti: per chi ha vinto e per chi ha perso (speriamo non la testa).

Recuperiamo perciò il senso del reale, del possibile, del decente. Prepariamoci a qualche accelerazione ed anche a qualche cambio in corso d’opera. Non possiamo permetterci tempi di apprendistato troppo lunghi né dilettantismi né la torre di Babele di competenze disperse. Il successo starà nell’azione di una cabina di regia efficace e capace di coordinamento.

Usiamo saggezza e intelligenza, se non si sono nascoste nelle ultime settimane. E rivediamoci presto.

LA REPLICA

Caro Vincenzo apprezzo quello che hai scritto perché con onestà ammetti i limiti di partenza di questa nuova coalizione da te sostenuta.
Sono d'accordo con te, non è tempo di giganti ma di camminatori operosi. È il motivo, scevro da qualunque personalismo, per il quale ho sostenuto che il cammino iniziato non doveva interrompersi. Non perché fosse il migliore dei mondi possibili, ma perché percepivo che il successivo, mosso solo da desiderio di successione nel potere, non avrebbe offerto effetti speciali. Tu me ne dai, neppure tanto indirettamente, conferma. E allora lasciami tristemente divertire, almeno con i titoli. È solo un incidente procedurale, certo. Mi dicono che nella Giunta disponete di esperti di infortunistica. Con immutata amicizia.

Lucia Serino

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