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L'INTERVENTO
«De Ruggieri ora metta via la zavorra»

Basilicata

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DOPO aver atteso oltre un mese per vedere finalmente varata una Giunta, dopo aver assistito al progressivo affievolirsi delle aspettative di cambio di rotta rispetto alle logiche spartitorie fin qui sperimentate e pagate a caro prezzo dalla comunità, dopo aver visto piccoli potenti locali andare a chiedere pane a destra, ora che a sinistra era stato negato; dopo aver visto una città avviata a diventare Capitale della cultura credere un un cambiamento, che pare già non ci sarà, assistiamo oggi a un altro atto di maldestra politica: la città ha sì una Giunta, ma non può lavorare; ha sì un consiglio comunale, ma non può legittimamente deliberare a causa di surroghe fatte in fretta e in furia, che lontano dal potere non ci si può stare; ha sì un sindaco ma pare che altri esercitino le sue prerogative, o le condizionino pesantemente.

Forse è presto per tirare le conclusioni. In altri casi avremmo certo atteso ancora prima di intervenire e commentare gli imbarazzi di una amministrazione alle prese con il difficile compito di governare, dopo le facili chiacchiere della campagna elettorale.
Ma non è un momento qualunque. E non è una città qualunque.

Questa è la Capitale europea della cultura, e questo è il nostro appuntamento con la storia, il nostro appuntamento con un'occasione di sviluppo più unica che rara, il nostro appuntamento con la possibilità di avviare perlomeno un percorso che ci porti a superare un gap infrastrutturale secolare.

Non c'è, quindi, tempo da perdere. Un giorno equivale un mese, se fra solo fra tre anni la vetrina dovrà essere aperta e tutto dovrà essere pronto.

Passa, invece, un mese e mezzo e ancora nulla pare essere stato approntato, se non dei nomi messi in croce su un foglio, scelti apparentemente senza criterio, con competenze distribuite a casaccio, e certo solo per appagare gli appetiti della peggiore politica locale.

Avevamo capito che nulla di buono poteva nascere da una marmellata che inacidisce alla prima calura estiva.

Il nostro appello al sindaco De Ruggieri è, dunque, di scrollarsi di dosso la zavorra che pare invece già rassegnato a portarsi dietro nei prossimi mesi, chiamare a raccolta tutta la città e cominciare a lavorare per il nostro futuro senza condizionamenti, senza preclusioni, senza imbarazzi, senza divisione di postazioni, mettendo davvero in pratica le azioni di buona amministrazione che egli stesso aveva evocato, e che ora i cittadini attendono.

Non c'è tempo da perdere, Matera non può aspettare ancora.

*Direzione Pd Matera

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